venerdì 7 luglio 2017

Dobbiaco e Val Pusteria: panorami in...bicicletta!

Partiamo sabato 29 Aprile 2017, direzione Dobbiaco. Prima di arrivare a destinazione ci fermiamo a fare delle foto al Lago di Landro, lo troviamo pieno di fascino visto che è quasi completamente ghiacciato per la nevicata del giorno precedente e il panorama tutt’intorno praticamente invernale.

Proseguiamo e raggiungiamo il lago di Dobbiaco dove parcheggiamo a pagamento e facciamo qualche foto anche qui. Bello il riflesso delle montagne sul lago. La valle ci ha accolti nel migliore dei modi: il sole splende e il cielo è limpido, fa freddo ma siamo ben coperti e il sole ci scalda quindi è davvero piacevole stare all’aperto.

Proseguiamo verso l’appartamento da noi prenotato, non lo troviamo subito ma per fortuna chiedendo indicazioni a due signori che stanno tagliando legna a bordo della strada riusciamo a trovare la strada giusta.
Lasciamo i bagagli nel bellissimo e nuovissimo appartamento, scarichiamo le bici che abbiamo portato con noi e dopo aver scambiato qualche chiacchiera con la padrona di casa riprendiamo l’auto per andare al lago di Braies. In pochi minuti siamo li. Lasciamo l’automobile al primo parcheggio che troviamo che in questo periodo non è a pagamento e proseguiamo per qualche minuto a piedi.

Il lago di Braies è davvero incantevole. C’è parecchia gente ma come è naturale che sia. La neve e la pioggia del giorno prima hanno reso tutto un po’ fangoso e limaccioso ma è comunque bello lo spettacolo che abbiamo davanti ai nostri occhi. Facciamo parecchie foto e poi ci accomodiamo sulla terrazza del bar/hotel. Per due toast piccoli e due bibite spendiamo la bellezza di 15 euro ma è giustificabile visto il panorama che si gode da qui. Siamo davvero in un posto da cartolina. Dopo aver goduto del sole seduti ci apprestiamo a fare il giro del lago, un percorso semplice e piacevole per la prima parte (guardando il lago in senso anti-orario) e più impegnativo per la seconda parte ma comunque affrontabile da tutte le persone senza particolari problemi fisici.

Lasciamo il lago dirigendoci verso Prato Piazza, su consiglio della proprietaria dell’appartamento.
Ci ritroviamo in un luogo a 2000 m di altitudine da cui partono numerosi sentieri. Il panorama è affascinante e la neve caduta il giorno prima aumenta la suggestione del posto. Beviamo una cioccolata al Rifugio e riprendiamo l’auto per tornare in appartamento.

Dopo esserci riposati andiamo a cena al ristorante dell’Helmhotel a Versciaco su consiglio di un mio amico.
Il locale è sicuramente molto bello e caratteristico. Il personale è gentile anche se nel corso della cena si rivelerà un po’ disorganizzato. Il menù è vario e la zuppa che ordino mi soddisfa. Ordiniamo anche una pizza in due, è leggera ma non mi fa impazzire, non sento molto il gusto. Il conto è assolutamente onesto ma c’è una nota dolente: vicino all’entrata è presente il bar, separato dal ristorante ma comunicante tramite una porta e una finestra. Purtroppo delle persone stanno fumando e l’odore arriva anche in ristorante. Una cosa che personalmente non tollero in un locale in cui sto cenando.

Dopo una bella dormita, domenica mattina prendiamo le nostre bici e invece di scendere per il centro di Dobbiaco decidiamo di proseguire sulla strada dell’appartamento verso San Candido… pessima idea: con la mia bici da donna senza marce è complicato, ci sono, infatti, salite e discese vertiginose. Sono costretta di frequente a scendere dalla bici e a portarla a mano. Arriviamo a San Candido che sono fisicamente provata. Facciamo colazione in centro e imbocchiamo la ciclabile più famosa d’Italia.

Il percorso si snoda per 43 km in una pista sempre asfaltata. La prima parte, leggermente in discesa e completamente al sole, è davvero piacevole da percorrere, poi, per alcuni chilometri, si passa più vicino a strutture industriali e case. Si raggiunge lo stabilimento della Loacker dove una sosta è consigliata anche per acquistare tipologie di wafer che non troviamo nei nostri supermercati. Si prosegue e poco dopo Heinfels si inizia a percorrere la parte della ciclabile nel bosco, in alcuni punti fa freddino ma noi non ci facciamo trovare impreparati. Io non sono allenata ma nonostante questo riesco a tenere il passo e a non sentire troppo la fatica. Ogni tanto ci fermiamo per qualche foto e arriviamo nei pressi di Leisach dove ci fermiamo per il pranzo. Mangiamo seduti ad un tavolino al sole godendoci un po’ di relax. Facciamo un salto a Vitalpinum, stabilimento di prodotti cosmetici erboristici.
Rimontiamo in sella alle bici per gli ultimi km in cui inizio a sentire qualche doloretto al fondo schiena e alle cervicali.
L’arrivo a Lienz è un’emozione vera anche se ad accoglierci è una semplice aiuola con la scritta “Benvenuti a Lienz”. Ci facciamo fare una foto trionfanti e ci dirigiamo verso il centro della cittadina. Leghiamo le bici ad una rastrelliera e mangiamo un gelato.
Andiamo in stazione dove acquistiamo i biglietti per il treno del ritorno. Spendiamo circa 22 euro in due con due bici fino a San Candido. Il treno è già sui binari ed è pieno di biciclette. Riusciamo ad infilare anche le nostre e facendo salto di ostacoli ci accomodiamo. Dopo meno di un’ora scendiamo a Dobbiaco dove ci aspetta un’altra pedalata verso l’appartamento ma io dovrò andare a piedi per gli ultimi km in salita.

Doccia e relax, e poi via per una cena al ristorante Winkelkeller dove ci attende una atmosfera tradizionale e molto calda. Le cameriere indossano dei dirdle molto belli.
Il menu è interessante e vorrei assaggiare varie pietanze. Alla fine optiamo per un piatto di affumicati da dividere, poi un piatto di canederli in brodo e un piatto di mezzelune con ricotta. Tutto gustoso. Infine scegliamo due dolci: un tortino al cioccolato, e una mousse cioccolato con yogurt.
Spendiamo il giusto per il servizio ricevuto e andiamo a dormire.

Lunedì 1 Maggio purtroppo il tempo non è bello come i giorni precedenti. Io non voglio perdermi la casetta di composizione di Malher e quindi ci dirigiamo verso la Malher Stube nei pressi della quale vi è un giardino zoologico. Pensavo ci fossero pochi animali invece vediamo parecchie specie anche molto curiose ed originali. La casetta è poco curata ma alle pareti si possono comunque vedere alcune foto del celebre compositore e direttore d’orchestra. Diciamo che se venite solo per vederla potreste avere un po’ di delusione, fortunatamente gli animali presenti sono davvero curiosi e quindi trascorriamo un’ora piacevolmente.
Andiamo a fare un pieno di gasolio in Austria e ci fermiamo per un’altra passeggiata a San Candido, qui il sole esce e ci illude un po’.
Andiamo a vedere le tre cime di Lavaredo dall’unico affaccio da questo lato nei pressi del Lago di Landro. Ora il cielo è davvero scuro e quasi non si distinguono le cime, ma riusciamo comunque a fare qualche scatto ricordo.

Riprendiamo l’auto e andiamo verso casa.

E’ stata una breve ma bella vacanza: buon cibo, riposo, panorami bellissimi, la fatica e l’emozione per me di pedalare per più di 45 km. Uno splendido ricordo!

lunedì 8 maggio 2017

Torniamo all'estero per parlare di...Zagabria

Sabato 29 Ottobre 2016

Dopo aver visitato tante volte la Croazia finalmente vedremo la capitale…ma prima di arrivare a Zagabria facciamo una sosta a Samobor, piccola cittadina con un centro tranquillo ma elegante dove assaggiamo il famoso dolce tipico: la kremsnita, buono ma mi aspettavo qualcosa di più gustoso. In ogni caso vi porteranno una grossa fetta per un prezzo irrisorio (se non ricordo male meno di 2 euro, gli altri dolci li pagherete, invece, sui 4 euro).

Dopo aver fatto una passeggiata riprendiamo l’auto e arriviamo a Zagabria. Lasciamo l’auto e i bagagli presso la struttura dove abbiamo prenotato tramite booking: Anastasia. Il titolare sembra davvero gentile, ci propone un upgrade a 7 euro al giorno. Dalla camera “classica” che avevamo prenotato, passiamo ad un appartamento stupendo con i letti reclinabili per 100 euro totali per due notti in due! Dormiremo bene, letto davvero comodo e tanti servizi!

La struttura si trova a circa 20 minuti a piedi dal centro. Ci dirigiamo subito lì. Raggiungiamo per prima la bellissima cattedrale, da ammirare nei diversi orari della giornata. Bellissima fuori, un po’ meno dentro. Ma sicuramente da non perdere. Girovaghiamo un po’ nei dintorni, vorrei raggiungere la chiesa di San Marco ma non è facile orientarsi la prima volta in questa città, passiamo per Tksiceva, caratteristica strada piena di locali, e finalmente arriviamo nella piazza che ospita la chiesa di San Marco. Purtroppo la Chiesa è aperta solo durante le funzioni, quindi l’interno non lo abbiamo potuto ammirare. Da fuori è sicuramente unica. Inoltre la piazza che la ospita è piacevole e molto tranquilla (almeno di sabato), si trovano il palazzo del Presidente della Repubblica e il Parlamento.

Vediamo la Porta di Pietra, poi piazza Jelacic, il cuore pulsante della città, vero centro, che in quei giorni ospitava un mercatino. Poi decidiamo di fare un giro nella città bassa, arriviamo davanti alla stazione, ammirando palazzi imponenti e teatri, musei…

Ci prendiamo un aperitivo in Tksiceva e decidiamo di andare a cena a Lanterna Na Dolcu seguendo le indicazioni di Tripadvisor.
Il locale è molto carino e tranquillo, il servizio è impeccabile e mangiamo bene.
Torniamo in appartamento stanchi ma soddisfatti.

Domenica 30

Dopo una notte riposante con un risveglio non molto felice viste le notizie dall’Italia (terremoto in Umbria) ci dirigiamo al mercato Dolac, coloratissimo come lo immaginavamo.

Saliamo sullo Zagreb 360 gradi e facciamo una raffica di foto, nel corso della giornata ci saliremo altre due volte (l’ingresso a pagamento vale infatti per tutta la giornata) ammirando così la città dall’alto con luci diverse: mattina, tramonto e sera.

Poi andiamo a fare una passeggiata al giardino botanico, ingresso gratuito, molto piacevole. Sicuramente questo giardino in primavera sarà una meraviglia, ma anche in autunno con i colori caldi regala bellissimi scorci.

Ci dirigiamo al Parco Maksimir, vicino allo stadio, dove mangiamo delle castagne e poi decidiamo di visitare lo Zoo, anche se è già tardi e fra un’ora chiuderà.

Tornando verso l’appartamento, mentre attendavamo il tram in piazza Jelacic incontriamo un simpatico signore che scopriamo essere un insegnante che ci racconta delle curiosità sulla sua città.

Per cena decidiamo di andare nella pizzeria migliore di Zagabria secondo Tripadvisor: Duksa Pizza
In effetti la pizza è buona e il servizio cortese ma la confusione del locale non me lo fa apprezzare al 100%.

Lunedì 31

Dopo una colazione in una pasticceria molto fornita decidiamo di visitare il famoso cimitero Mirogoj. Immense le sue dimensioni, imponente il portale di ingresso. Assistiamo dal vivo anche alla commemorazione presso la tomba del primo presidente della Repubblica Croato.

Lasciamo la città per andare verso Karlovac, avendo letto essere una cittadina da non perdere. In realtà non ci sembra così straordinaria, passeggiamo tranquillamente per il centro storico praticamente deserto. Mangiamo qualcosa e riprendiamo la strada verso casa.

Anche la capitale della Croazia ci ha affascianato, sicuramente questo paese è ricco di luoghi suggestivi, tutti da scoprire.







lunedì 16 gennaio 2017

Di regione in regione...ma a basso impatto???

Vi ho già raccontato qualcosa di due regioni italiane ma non mi sono soffermata sulla questione che più sta a cuore a questo blog e cioè: come visitare le nostre bellezze a passo lento? Provocando il minor impatto possibile?

Vi dirò una cosa che sicuramente già saprete: non è facile. 

In Basilicata, per esempio, è praticamente impossibile prescindere da un mezzo di locomozione privato. Vi sono alcune stazioni dei treni (ma per esempio NON arriva FS a Matera)...vi sono molte linee di bus che però fanno principalmente lunga percorrenza (quindi dal nord vi portano in molte località lucane ma non fanno servizio locale tra i vari paesi)...vi sono anche i bus del trasporto locale ma riuscire a conoscere gli orari, le fermate e poter pensare di andare e tornare in modo agevole è molto più difficile di quanto si creda. Più volte ho tentato di andare con un bus fino a Melfi (per il famoso Castello) cambiando a Potenza...ma praticamente dovevo partire all'alba e sarei potuta restare solo due ore a Melfi se avessi poi voluto prendere il treno per Potenza e poi il bus per Paterno...insomma un incubo...
Purtroppo quindi solo con un mezzo personale si può godere di ogni borgo o paese, visitandolo in tranquillità. Questo comporta un impatto non indifferente soprattutto per una regione così verde e poco trafficata come la Basilicata. 
Il resto però lo possiamo fare qui più che in altre zone: cercare alloggi in strutture a conduzione familiare, mangiare cibi del posto e portare a casa regali o ricordi di artigianato locale.

Per quanto riguarda la Valle d'Aosta la situazione é sicuramente diversa per una gestione del trasporto locale più efficiente ma essendo una regione totalmente montana la propria auto può risultare la scelta preferita dai turisti. Allora ancora una volta poniamo attenzione sugli altri aspetti del nostro viaggiare perché il nostro turismo non incida negativamente ma sia invece un elemento utile alle comunità che incontreremo.


giovedì 12 gennaio 2017

Seconda Regione...BASILICATA

Come seconda Regione ho pensato a quella che ha dato i Natali alla mia mamma.

Sono per metà lucana come tutti quelli che mi conoscono sanno ma non posso dire di essere un'esperta della regione. Purtroppo ho visitato ancora poco questa piccola zona d'Italia perché quando ci andavo in estate naturalmente il tempo lo trascorrevo per lo più a Paterno, in Val d'Agri, da mia nonna.

Non perché sono di parte ma la Basilicata è una regione che vale la pena conoscere! Vale la pena fare un giro da quelle parti: la tranquillità e la pace che vi si respira sono rari, ma non c'è solo questo. Ci sono anche splendidi panorami e interessanti aspetti culturali da conoscere!

Il paese di mia mamma (e anche di mio cognato!) come vi dicevo si trova in Val d’Agri, zona ricca di petrolio e...di acqua! La Valle è ovviamente verdissima e di un certo valore naturalistico, pensate che da più di 30 anni è stato istituito il Parco Nazionale della Val d’Agri e del Lagonegrese ma non è ancora del tutto attivo anche a causa dell’estrazione petrolifera. In questa zona si possono fare passeggiate piacevoli nella natura o nei borghi (Viggiano e Marsico Nuovo sono sicuramente molto carini). L’ideale è visitare questi luoghi nei giorni di festa cittadina. Il giorno precedente la festa c’è la fiera con numerosissime bancarelle, la processione religiosa è molto sentita e di solito è accompagnata da tradizioni del luogo, la sera della festa è consuetudine assistere ad un concerto gratuito di qualche famoso cantante. A Paterno si festeggia la Madonna del Carmine il 16 luglio, dopo la messa nella Chiesa Madre la Madonna scende in piazza accompagnata dalla banda, e da persone vestite con gli abiti tradizionali, e con sculture di ceri fatte dai vari rioni trasportate sulla testa da alcuni rappresentanti delle zone del paese, in piazza poi un bambino/ragazzo, ogni anno diverso, vestito da angelo, viene issato e sospeso in aria e al cospetto della statua della Madonna recita una preghiera portando 5 doni diversi a Maria.

Paterno è ai confini con la Campania e percorrendo la strada “Paterno-Padula” (dalla quale si ammira il panorama sulla valle) in pochi minuti sarete a Padula, in provincia di Salerno, dove potrete visitare la famosissima Certosa. Per arrivare passerete una radura bellissima, uno dei luoghi che in assoluto amo di più.

Non lontano dalla Val d’Agri segnalo:
Grumento con gli scavi romani, una visita da fare se vi trovate nei paraggi, certo non siamo a Roma ma la testimonianza di questi resti è comunque significativa;

Il lago formato dalla Diga del Pertusillo: magnifico, offre scenari bellissimi, assolutamente da vedere, parte del film "Basilicata Coast to Coast" è stato girato qui. Un consiglio è anche quello di visitare Sarconi (affacciata proprio sul lago) durante la festa dei Fagioli, prodotto tipico tra i più famosi e apprezzati della Basilicata. Tantissima gente, musica, allegria in un borgo caratteristico.

Proseguendo verso sud, quindi verso le spiagge, troverete un breve tratto che vi ricorderà il far west, un canyon protagonista di molti film.

Tornando però verso nord come non parlare delle Piccole Dolomiti Lucane. Per raggiungerle abbiamo seguito il navigatore: non lo avessimo mai fatto! Per percorrere circa 70 km alla fine ne abbiamo fatti 200 perché il navigatore ci voleva far percorrere una strada da Corleto Perticara che definire sterrata è farle un complimento, forse solo un fuoristrada ultima generazione riesce a percorrerla … una stradina dissestata in mezzo ai pozzi petroliferi … Abbiamo così rinunciato a seguire quel percorso e siamo tornati verso Corleto, abbiamo percorso altri chilometri ma alla fine siamo stati bloccati perché bisognava proseguire su una provinciale che quel giorno era chiusa al traffico. Abbiamo così deciso di andare fino a Potenza, che è la strada migliore!
Ci abbiamo messo 3 ore … ma per fortuna ne è valsa la pena. Abbiamo parcheggiato poco fuori dall’entrata di Pietrapertosa abbiamo preso un gelato al bar situato alle porte del paese da un gentile signore che ci ha chiesto se avessimo fatto il volo dell’angelo. Io personalmente sono un po’ paurosa … credo che potrebbe pure piacermi ma a spaventarmi è la parte iniziale quando ti imbragano e resti sospeso a pancia in giù per un po’ prima del lancio … Il volo dell’Angelo consiste nell’andare da Pietrapertosa a Castelmezzano (e viceversa) appesi ad una fune proni!
Ci siamo limitati ad una bella passeggiata, a fare tante foto, anche a chi partiva con il volo, a goderci i panorami sicuramente inusuali in questa regione.

Il passaggio dalla provincia di Potenza a quella di Matera si percepisce in modo evidente dai paesaggi, verdi, ricchi di boschi quelli del potentino, arsi e tipici del Sud quelli del materano, caratterizzati in ampie zone dai Calanchi, affascinanti formazioni geomorfologiche
Craco è davvero una città fantasma con le sue case una sull’altra abbandonate dal 1963 a causa di una frana. Siamo stati di domenica e c’era una ragazza che accoglieva i visitatori. Pensavo fosse proibito entrare invece il comune accorgendosi che curiosi e vandali in questi anni hanno fatto un po’ come volevano ha deciso di permette l’entrata seguendo un breve percorso esterno messo in sicurezza a 6 euro a persona con in omaggio un cd e il “noleggio” dei caschetti. Io e il mio ragazzo abbiamo deciso che non valesse la pena entrare perché la particolarità si nota tutta da fuori e anche perché la ragazza mi ha spiegato che stanno mettendo in sicurezza un altro percorso interno. Passando con una certa frequenza in quelle zone ho pensato che un’altra occasione l’avrei sicuramente avuta.

La Basilicata è bagnata dallo Jonio a Sud e dal Tirreno a Nord ovest. A Nord l’unico comune lucano compreso tra Campania e Calabria è quello di Maratea, provincia di Potenza. La mia visita di Maratea non è stata di quelle esaustive ma ho notato che ci sono vari accessi al mare, per la famosa spiaggia nera esiste un parcheggio custodito a pagamento per 4 euro al giorno. La spiaggia è molto scenografica e la sabbia/sassolini neri scottano enormemente, purtroppo quando ci sono stata io l’acqua era molto mossa, praticamente onde alte quasi un metro … così l’acqua non poteva essere limpida come so che è da queste parti. Abbiamo anche fatto una passeggiata fino alla famosa statua del Redentore. Il panorama sulla costa, ma anche sulle montagne vicine, è bellissimo.

L’altra costa invece offre una serie di località in provincia di Matera. Metaponto ha la spiaggia ma è famosa per i suoi resti archeologici. Famose le tavole palatine. Una visita che non vi occuperà troppo tempo ma che rimarrà impressa nella vostra memoria per il grado di conservazione e la suggestione che questi resti provocano. Policoro: una spiaggia larghissima di sabbia chiara. Acqua pulitissima e presenza di una bella fauna: una sera verso le 19.00 dalla riva ho visto ad occhio nudo alcuni delfini giocare e fare acrobazie in mare: un’emozione unica! (nel 2007 sono stata animatrice ai Campi del WWF presso l’Oasi di Policoro). Consiglierei Policoro anche per la presenza del Bosco Pantano, una escursione di qualche ora permette di immergersi nella natura a pochi passi dal mare … peccato che a luglio 2011 qualche infame ha appiccato fuoco in diversi punti provocando un incendio devastante e una gran parte di questo patrimonio è andato perduto.

Di Matera non racconterò nulla, è certamente la meta turistica per eccellenza della regione, tutti ne hanno sentito parlare io vi invito solo ad andarci almeno una volta nella vita...io ci sono tornata dopo tanti anni nel 2007 e ho ancora vivo il ricordo di una giornata magica. Ci sono tornata nuovamente nel 2022 e l'ho trovata sempre più bella!

Ho cercato di dare alcuni spunti, ancora ci sono posti della regione che non conosco e meritano sicuramente una visita: la famosa Venosa, patria di Orazio, il Parco Nazionale del Pollino e il suo simbolo: il pino loricato, e Aliano terra che ha accolto Carlo Levi al confino e tanto lo aveva affascinato.
Consigli su dove dormire non posso darvene (sono sempre ospite da parenti) ma sono certa che i prezzi siano molto competitivi, sui luoghi per mangiare potete stare tranquilli la regione essendo poco turistica non prevede ancora la presenza di ristoranti/bar di bassa qualità. L’offerta culinaria della regione è vasta e genuina (buonissimi i formaggi e le mozzarelle … freschissima l’acqua delle tante fontane) e i prezzi sono quelli del Sud: molto vantaggiosi per chi viene dal Nord ed è abituato a spendere molto anche per una semplice pizza! (Questo vale quasi ovunque, a Matera la situazione sarà inevitabilmente diversa).

La gente è ospitale, solare e gentile. Pensate che passando per Stigliano mentre andavamo verso Craco abbiamo fatto un breve break e riprendendo l’auto senza accorgercene siamo entrati in una zona a traffico limitano: due poliziotti ci hanno visto e ci hanno fatto notare l’errore, ci hanno chiesto dove stavamo andando e ci hanno invitato a seguire la loro l’auto per fare un giro “turistico” nella parte vecchia del paese. Noi eravamo preoccupatissimi di dover pagare una multa e invece loro si sono dimostrati comprensivi ma soprattutto felici di avere degli ospiti!

Insomma una vacanza in Basilicata sarà sicuramente ricca di possibilità e sicuramente rigenerante!!!

mercoledì 11 gennaio 2017

Prima Regione: Valle d'Aosta!

Parto con un articolo di una regione di confine. La Valle d'Aosta. La visitanno nel 2012 e non ci siamo più tornati. Non l'abbiamo vista in inverno e non conosciamo quindi la sua versione nella stagione sciistica.
Ho un ricordo molto bello di una regione ricca, che può offrire molto ad un turista. Un'ospitalità genuina e di qualità.

Ed ecco il racconto di quella vacanza.
Io e Giuseppe, approfittando di un cofanetto regalatoci da mia sorella e mio cognato per aver fatto da padrini al secondo nipotino, abbiamo prenotato due notti presso la Maison de Noé ad Arnad. Nessuno di noi era stato prima in Valle d’Aosta, abbiamo così pensato che fosse l’occasione giusta per conoscere anche questa parte di Italia.
Siamo partiti venerdì 31 Agosto con previsioni meteo che non lasciavano molte speranze: avremmo trovato tre giorni di pioggia! Ma ormai era tutto prenotato! Il viaggio da Mestre è più corto di quanto si possa pensare: infatti tutto il percorso può essere fatto in autostrada. Siamo partiti alle 8 circa e siamo arrivati in terra valdostana verso le 11.15. Prima tappa a Pont-Saint-Martin ad ammirare il ponte romano che le da il nome, perfettamente conservato. Direi che è stato uno splendido biglietto da visita per questa regione. Innanzitutto dopo aver trovato pioggia per strada siamo arrivati qui con il cielo sgombro e il sole che ci riscaldava. Abbiamo parcheggiato vicino al parco pubblico (che ci ha impressionato per la perfezione del taglio dell’erba) e abbiamo fatto due passi per raggiungere il ponte che avevamo intravisto dall’auto. Suggestivo, grazie anche alla presenza dei resti di un castello proprio alla sommità del colle al lato sinistro del Ponte (per chi guarda). E’ possibile camminare “sotto” il ponte e ammirare il torrente Lys che gli passa sotto. E’ possibile inoltre visitare gratuitamente un piccolo ma interessante e moderno museo dedicato interamente al ponte, alla sua storia passata e presente con dettagli sui lavori di restauro. Ci vogliono pochi minuti ben spesi. Penso proprio che valga la pena fare una tappa in questa cittadina.
Seconda tappa prevista: il Forte di Bard. E’ ormai la vera porta di ingresso della regione. Hanno puntato moltissimo su questo edificio imponente per lanciare l’immagine turistica della regione e devo dire che hanno fatto bene. E’ possibile lasciare l’auto in un parcheggio a pagamento, l’entrata al forte è gratuita tranne per gli spazi espositivi. Quando ci siamo stati noi abbiamo deciso di non vedere le mostre perché non ci interessavano quelle presenti in quel momento. Abbiamo però preso i 4 ascensori che portano ai vari livelli del forte, abbiamo fatto un po’ di foto e gironzolato, abbiamo visto una bella esposizione di un artista del legno, gratuita. E ci siamo fermati al secondo piano (se non erro) per visitare il bellissimo borgo di Bard. Fantastico! Caratteristico e tenuto benissimo.
Abbiamo proseguito verso Arnad dove prima di recarci alla Maison de Noé abbiamo mangiato dei panini che ci eravamo portati da casa nel giardino pubblico dietro la chiesa romanica. Da fuori è splendida. Purtroppo era chiusa e in seguito non abbiamo avuto l’occasione di tornarci per visitarne l'interno. Dal parco è possibile scorgere il “centro” della cittadina e i due castelli che ne fanno parte. Uno (Castello superiore) è poco più che un rudere ed è privato, l’altro (il castello inferiore) non sembra particolarmente interessante (ma è solo mia impressione personale) è della Regione che lo sta ristrutturando.
Raggiunta la Maison de Noe, in frazione Revine, abbiamo dovuto attendere un po’ perché il gestore stava tagliando l’erba e noi non sapevamo bene dove andare… comunque se cercate tranquillità e pace qui troverete tutto quello che desiderate. Vi troverete in un piccolo borgo in parte ristrutturato per ospitare la Maison, immerso nel verde. Camere completamente in legno, non c’è televisione, bagno un po’ piccolo ma bellissimo. Ci siamo rinfrescati un attimo e siamo ripartiti verso Fenis per ammirare (è il caso di dirlo) il famoso castello. Incantevole, è proprio quello delle fiabe. Da fuori è puro spettacolo da fotografare più volte. Siamo arrivati giusto in tempo (avevamo parcheggiato più avanti vicino alle scuole) per partire con la visita guidata (5 euro). Avevo letto che qualcuno si era lamentato perché dentro al castello il mobilio non è più quello autentico e quindi si diceva che non valesse la pena fare la visita. Io penso invece che meriti la visita guidata in quanto viene spiegata la storia del Castello e si può comprendere almeno come fosse utilizzato. In effetti dentro non vedrete niente di più di quello che si può vedere in altri castelli, ma la visita è comunque piacevole e potrete ascoltare anche il racconto di una leggenda che le persone del luogo si tramandano …
Il programma base per il primo giorno era stato portato a termine così io e Beppe abbiamo deciso di chiudere la giornata fermandoci a Chatillion e Saint Vincent. La prima può essere tranquillamente trascurata (che nessuno si offendi però), la seconda è ancora una volta la dimostrazione di come in questa regione tutto sia ordinato e pulito (spesso mi sono trovata a pensare a quante somiglianze ci siano con il Trentino Alto Adige). Il Casinò è sicuramente l’attrattiva principale. Noi non ci siamo andati visto che comunque Venezia ce ne offre due. Abbiamo fatto una passeggiata per la via principale fino alla bella chiesa. Ci siamo fermati a bere un aperitivo in un bar. Tornando all’auto ci siamo accorti della presenza su alcuni muretti di calchi (sulla sabbia) delle mani degli attori che sono stati premiati negli anni con la Grolla d’Oro. Ricorda vagamente una più famosa wall of fame ed è divertente confrontare la grandezza del proprio palmo con quella di qualche personaggio famoso.
Rientrati ad Arnad siamo subito andati a cena (alle 19.00), in pizzeria: L’Armanac de Toubie. Il locale è molto carino e non possiamo dire di aver speso molto o aver mangiato male, ma per tutta la notte ho bevuto litri d’acqua, un po’ troppa rispetto alle pizze a cui sono abituata. Abbiamo anche preso un dolcetto. Io il semifreddo al pane nero, da provare!

Sabato ci siamo svegliati con calma (mai dormito così tanto in vacanza!), pioveva già e siamo andati a fare colazione. Per una persona golosa come me non trovare dolci è stato un piccolo trauma, ma mi sono rifatta mangiando la buonissima marmellata preparata da Andrea, il gestore, con la frutta del giardino. Dopo esserci riempiti la pancia e preparati siamo partiti in direzione Aosta, ma prevedendo di fermarci prima a vedere il Castello di Issogne, su consiglio di Andrea. Mai consiglio fu più azzeccato. Da fuori non è altro che un imponente palazzo signorile. Dentro però è davvero bellissimo. La visita guidata (sempre 5 euro) è stata fatta solo per noi. Si passa da una parte all’altra del castello ammirando affreschi interessanti. Anche qui il mobilio non è sempre autentico ma rende benissimo l’idea. A me personalmente è piaciuto molto di più l’interno di questo castello che quello di Fenis.
Sotto una pioggia sempre più forte ci siamo diretti tramite autostrada verso il capoluogo di regione. L’idea era quella di ripararsi dalla pioggia al museo archelogico dove c’era anche una mostra temporanea su Kandinskij. Abbiamo parcheggiato vicino all’arco di Augusto. Equipaggiati di ombrello e impermeabile (faceva pure freddo) abbiamo iniziato la visita di questa città. Ancora una volta ciò che avevo notato il giorno prima: pulizia, ordine e manutenzione straordinari. La Porta Pretoria è in fase di ristrutturazione quindi non abbiamo potuto ammirare in tutta la sua bellezza questo monumento. Camminando sotto la pioggia abbiamo raggiunto piazza Chanoux, elegante e signorile. L’hotel de Ville (municipio) è un palazzo imponente e affascinante, davanti alla sua facciata un monumento ai caduti delle due guerre mondiali. Abbiamo raggiunto il museo archeologico e abbiamo optato (pessimisti su un miglioramento del tempo) per l’acquisto combinato del biglietto per la mostra di Kandinskij e quella di De Chirico al prezzo di 8 euro anziché 10. Il museo archeologico è gratuito! E vi consiglio vivamente di andarci. Non occuperà molto del vostro tempo ma vi permetterà di conoscere al meglio la storia della città, in più hanno ricostruito alcuni ambienti rendendo leggera la visita!
Dopo la visita al museo siamo andati a vedere la mostra su Kandinskij. Premetto che io non amo la pittura contemporanea. Non capisco nulla di espressionisti, simbolisti, cubisti, astrattisti. Quindi da assoluta profana del genere la mostra mi è piaciuta perché secondo me era ben distribuita, con presenza di opere interessanti di altri pittori e con spiegazioni utili alla comprensione ma non eccessivamente lunghe. Finita la nostra visita siamo andati verso la Cattedrale con l’idea di trovare un posticino per mangiare. Abbiamo optato per il birrificio/brasseria B63 e siamo stati molto fortunati. Ottimo locale: piacevole l’atmosfera, buono il cibo (ho mangiato lo sformatino di melanzane alla parmigiana, squisito). Io non bevo birra ma visto l’occasione ne ho ordinata una (mi sembra fosse Swing) e l’ho buttata giù senza troppo sforzo! Davvero un locale da consigliare! Rifocillati e con qualche speranza nel miglioramento del tempo atmosferico visto che ormai la pioggia si era fatta quasi impercettibile e qualche raggio di sole si intravedeva tra le nuvole, abbiamo visitato la Cattedrale, e il vicinissimo Criptoportico. Siamo poi andati verso la zona archeologica caratterizzata dalla presenza del teatro romano. Qui a differenza di altri siti archeologici italiani, il teatro non è chiaramente individuabile nei suoi elementi principali ma è comunque un posto da visitare (anche questo gratuito) perché i resti sono numerosi e interessanti
Siamo andati verso il Complesso di Sant’Orso dove abbiamo visitato la chiesa e il chiostro. Siamo stati anche a vedere la basilica di San Lorenzo (vi si accede da dietro l’attuale chiesa sconsacrata dove fanno mostre) e si ammirano i resti archeologici in un percorso museale (anche questo gratuito). Il sole ormai ci faceva compagnia abbiamo così’ deciso di andare velocemente a vedere la mostra su De Chirico e poi di tentare di raggiungere Courmayeur per vedere da vicino il Monte Bianco. La mostra su De Chirico l’ho trovata un po’ noiosa (sempre commento da profana) … ripresa l’autostrada in poco tempo siamo arrivati a scorgere la maestosa mole del Monte Bianco. I paesaggi sono molto belli e non ci si accorge nemmeno di salire di quota (a differenza di quello che succede nel nostro Veneto dove quasi tutte le mete sopra i 900 metri richiedono un po’ di tornanti e strade strette). Dopo essere stati fermati dai carabinieri per un controllo stradale siamo giunti nei pressi della notissima località. Abbiamo trovato parcheggio e ci siamo incamminati verso il centro. La cittadina è molto carina, ben curata e con bei negozi. Ovviamente la bellezza qui è principalmente legata al Monte che sovrasta tutto e tutti. Noi lo abbiamo visto innevato di fresco!!! Abbiamo mangiato un ottimo gelato e io ho fatto pure acquisti in un negozio.
Siamo rientrati ad Arnad e dopo una doccia siamo usciti nuovamente per la cena. Abbiamo optato per l’Old Valley Pub di Arnad. Abbiamo mangiato un panino e bevuto una buona bottiglia di vino della zona (ma non ricordo proprio quale fosse). Una delle cameriere era davvero simpatica. Insomma anche questo un posto da consigliare (fanno anche un po’ di cucina) anche se leggermente rumoroso (ma da un pub non ci si può mica aspettare pace e silenzio!).

Domenica mattina il tempo era ancora grigio. Dopo colazione abbiamo deciso di essere ottimisti e ci siamo diretti verso Breuil-Cervina. La strada in questo caso è una statale, comunque agevole. Siamo arrivati sotto al Cervino… ma le nuvole lo coprivano completamente. Abbiamo passeggiato e preso un caffè. La località non è interessante, le costruzioni sono di dubbio gusto e sparse, è molto chiaro che ai tempi della costruzione di questi edifici un piano regolatore non c’era. Ancora una volta la bellezza è tutta nella natura: molte cascatelle, montagne alte e innevate! Abbiamo ripreso la macchina e siamo tornati indietro. A pochissimi chilometri sulla sinistra scendendo si trova il Lago Blu. E’ proprio al lato della strada. Un piccolo ma delizioso lago di montagna, sembra di essere isolati dal mondo invece si è ad un passo dalla strada. Incredibile! La giornata grigia ha dato una colorazione verde al lago. Abbiamo fatto un sacco di foto. Le nuvole hanno creato dei cambi di luce e riflessi nel lago ogni minuto diversi. Bellissimo! Ripresa l’auto ci siamo fermati poco più avanti presso un lago per pesca sportiva a dare un’occhiata. Scesi ancora ci siamo fermati alla funivia di Buisson per raggiungere il paese di Chamois. Questo paese è raggiungibile solo tramite questa funivia. Dal paese è possibile raggiungere il lago di Lod tramite una seggiovia o a piedi. Noi abbiamo preso la seggiovia all’andata e siamo tornati a piedi (circa 20 minuti). In questo lago è consentita la pesca. Ci sono alcuni bar, ristoranti. Noi ci siamo fermati Da Bruna. Io ho mangiato un buon tomino! Molto simpatici i gestori. Peccato per il freddo, il sole ha deciso di venire fuori definitivamente una volta giunti alla funivia per scendere! Che sfortuna. Ormai era ora di dirigerci verso casa. Consiglio una gita a Chamois perché il panorama è molto bello e vi troverete in un posto unico data l’impossibilità di accedere con le auto a questo paese Nonostante il brutto tempo i 3 giorni sono volati, ho visto posti molto belli e sono sicura ce ne sono altrettanti da scoprire in questa piccola e verde regione.

Vi aspetto alla ...seconda Regione, ciao!

lunedì 9 gennaio 2017

Regioni d'Italia

Ho avuto la fortuna di viaggiare abbastanza in Italia, un po' in Europa...ma ancora non sono uscita dal Continente...

Spero di aver presto molte opportunità per farlo intanto ho pensato di raccontarvi qualcosa della nostra bellissima penisola. Ogni prossimo articolo avrà per protagonista una regione diversa. Vi racconterò di ciò che ho visitato ma anche delle mete che non ho ancora raggiunto così da condividere progetti e programmi.

A presto allora... e buon 2017!!!

martedì 4 ottobre 2016

Korcula: un’isola speciale!

Eccoci di nuovo a scegliere la Croazia come meta delle nostre vacanze. Ormai questa nazione vicina a noi è diventata la nostra meta preferita. Quest’anno puntiamo, seguendo i consigli di Kia, la Guida per Caso, su un’isola meno conosciuta: Korcula.
Siamo partiti, sabato 23 luglio verso le 6 da Gorizia e siamo arrivati a Spalato, trovando un po' di traffico da Fiume in poi, verso le 13. Avevamo prenotato una stanza tramite booking.com in una zona vicina al centro facilmente raggiungibile (ma non molto bella). Ci siamo riposati un paio d'ore vista l'alzataccia e il caldo pesante e sulle 16 siamo usciti per visitare la città. La prima impressione è stata di una certa confusione e troppe bancarelle … il centro storico è sicuramente molto bello e ben conservato ma non mi è piaciuta la sensazione dello "sfruttamento esagerato".... in ogni caso il fascino della città si palesa pienamente di sera! Bella ma breve la passeggiata lungo la RIVA … il lungomare della città. La sera c'era un palco allestito con dj per ballare in strada. Divertente. Avrei voluto visitare anche il parco Marjan ma avevamo davvero poco tempo. Abbiamo cenato al ristorante Appetit, scelto in base alla recensioni su TripAdvisor. Locale carino e con un buon menu, ottimo rapporto qualità prezzo. Unica pecca, secondo me, non avere tavoli all'aperto ma essendo al primo piano di un palazzo … è davvero impossibile!
I cambi valuta sono ovunque e nessuno in città, da quello che abbiamo visto, applica commissioni. In ogni caso il nostro consiglio è di cambiare sempre pochi euro alla volta perché magari il cambio che troverete la volta dopo sarà più favorevole.
Domenica mattina ci svegliamo con calma, mangiamo due dolcetti presi da un baracchino davanti al condominio dove abbiamo alloggiato, e ce ne andiamo verso la nostra vera meta: l'isola di KORCULA.
Avevamo letto sul web del rischio di non salire sui traghetti perché ce ne sono solo due al giorno che partono da Spalato e quindi è necessario recarsi all’imbarco molte ore prima (non è possibile prenotare), per questo decidiamo di andare in auto fino a Ploce e da li prendere il traghetto per la penisola del Peljesac da dove è possibile prendere un altro traghetto per Domince (costo traghetti + tragitto maggiore in auto molto più basso che prendere il traghetto da spalato)...decidiamo di non fare l'autostrada ma di goderci i panorami della litoranea … quelli io me li godo tutti, meno Giuseppe che deve guidare. Ci mettiamo naturalmente un po' più di tempo che se avessimo scelto di prendere l’autostrada. Arriviamo a Ploce in buon anticipo sul prossimo traghetto in partenza, abbiamo quindi il tempo di prendere i biglietti e bere qualcosa di fresco. In 45 minuti di traversata arriviamo a Trapnj sulla penisola e da li si deve fare qualche chilometro per raggiungere Orebic. Purtroppo il traghetto è partito in ritardo da Ploce ed arriviamo in ritardo a Trapnj perdendo così di un soffio la coincidenza. Dobbiamo per questo attendere più di un'ora. Decidiamo di acquistare una cassa di acqua, avemmo fatto anche altra spesa ma l'auto era già piazzata in fila nei pressi dell'imbarco. Intanto ci siamo guardati intorno e i colori dell'acqua ci hanno conquistati.
Il traghetto da Orebic a Domince ci mette pochi minuti, circa 15/20... Arrivati sull’isola seguiamo le indicazioni per Lumbarda dove, tramite AIRBNB, avevamo prenotato un appartamento per 5 notti. Ci siamo trovati molto bene, a parte la mancanza di tapparelle e la presenza di una sola tenda a coprire la grande porta finestra che dava sulla terrazza … esposta ad est. Sveglia assicurata, tutte le mattine, alle 5.10 con il sorgere del sole ...
Appoggiamo i bagagli e andiamo a tuffarci proprio sotto l'appartamento, ci sono degli spazi terrazzati, in una delle baie di Lumbarda. I terrazzamenti non mi piacciono molto ma la baia è molto carina, e l'acqua è limpida e di un verde brillante. Un bagno lo faccio volentieri! Torniamo a casa e dopo una cena sulla terrazza, usciamo per una passeggiata verso il "centro" di Lumbarda. Troviamo in piazza una "festa" del GRK, famoso vino della zona. Praticamente con 50 k (circa 7 euro) ci hanno dato un calice di vetro e ci hanno dato un foglio con i nomi delle 8 cantine presenti. Ogni cantina presentava un bianco (GRK) e un rosso (PLAVAC)...che a volte però era rosato. Noi non li abbiamo assaggiati tutti...ma alcuni erano davvero interessanti, altri dimenticabili, uno proprio terribile.
Andiamo a casa stanchi e ci addormentiamo in poco tempo.
Lunedì, a causa della luce che entra da fuori, ci siamo svegliati prestissimo e così per le 8 siamo fuori di casa. Ci dirigiamo verso Zitna e la troviamo, vista l’ora, deserta. Ci piace molto e speriamo di goderci questa spiaggia per qualche ora, purtroppo le nuvole incominciano a coprire il cielo e ad un certo punto piove. Prendiamo l’auto e decidiamo di percorrere l’isola. Ci fermiamo a Smokvica dove prendiamo un caffe. L’isola mi piace subito. Piena di verde, ricca di ulivi e vigne. Le strade sono abbastanza larghe e l’asfalto è ben tenuto. Non piove più ma è molto nuvoloso così decidiamo di arrivare a Vela Luka. Passiamo attraverso Blato e arriviamo a Vela Luka dove facciamo una passeggiata e fotografiamo gli orari dei taxi boat che portano all’isola di Proizd dove Beppe vuole andare domani. Vedendo che il tempo migliora decidiamo di andare in spiaggia nella zona di Prizba.
Ci fermiamo dal lato sbagliato per il primo bagno...mangiamo i panini che ci siamo preparati dopo aver fatto spesa a Zavalatica e decidiamo di fare una passeggiata intorno alla penisola...scoprendo così la splendida spiaggia che era proprio dietro di noi. Non sono riuscita a trovarne il nome...mi spiace. Comunque colori bellissimi dell’acqua e spiaggia di sassi abbastanza piccoli. Non lontano la spiaggia diventa anche più grande e attrezzata. Ma noi stiamo vicino alla penisola dove regna la tranquillità. Magnifico. Voto 8,5 (solo perché quelle che ho visto i giorni successivi erano ancora più belle).
Stanchi dal sole decidiamo di rientrare a Lumbarda ma prima di andare a casa passiamo al supermercato per comprare un po’ di cose e diamo una sbirciata alle due spiagge di Lumbarda che non ci piacciono particolarmente (anche se Bili beach ha un bel panorama con tanti isolotti davanti alla penisola del Penselijac) e sono pure super affollate. Ceniamo a casa e poi andiamo a fare una passeggiata a Korcula. Parcheggiamo in una stradina in mezzo al “bosco”, da li ci sono delle scalinate che scendono in centro storico. La città è molto affascinante e i locali presenti sembrano molto belli e alla moda. Mangiamo un gelato e stanchi rientriamo a casa per dormire.
Martedì mattina la sveglia è sempre presto ma questa volta dobbiamo alzarci per forza se vogliamo prendere il taxi boat a Vela Luka alle 10,00. Compriamo “pranzo al sacco” e ci portiamo acqua fresca che comunque finirà… Prendiamo la barca che in circa 30 minuti porta in un angolo di paradiso: l’isola di Proizd.
Appena sbarcati ci si trova davanti il bar konoba, ci sono poi le indicazioni per le 4 spiagge. Noi decidiamo di andare subito in quella più lontana. L'isola ha sentieri ben segnalati e facili da affrontare per raggiungere le 4 spiagge che sono una più bella dell'altra. Purtroppo quelle più vicine al bar e al punto di approdo sono leggermente sporche. Restiamo a bocca aperta e le giriamo tutte e quattro prima di prendere la barca per il ritorno. Colori mai visti, celesti chiarissimi, panorami magnifici. Acqua tutto sommato non troppo fredda. Arriviamo all’imbarco con anticipo e prendiamo da bere, acquistiamo anche dell’acqua perché la nostra è finita e la paghiamo più di tutto il resto… Voto alla prima spiaggia visitata (Donji bili bok cioè la quarta partendo dal bar) 10!
Arriviamo a Vela Luka e ce ne andiamo a casa. Siamo stanchi e dopo cena non vorremmo uscire ma alla fine facciamo una passeggiata fino a Lumbarda per un gelato.
Mercoledì decidiamo di visitare alcune spiagge a nord, precisamente quelle vicino a Racisce. Prima però ci facciamo una passeggiata a Korcula per fotografarla di giorno. Cerchiamo anche informazioni per visitare l’isola di Badjia. Poi andiamo verso Racisce. La strada qui è più stretta ma panoramica perché passa sempre vicino al mare. La mattina andiamo a Vaja (il breve tratto a piedi è un po’ più “pericoloso” di quello per le altre spiagge ma con un buon paio di scarpe da ginnastica o comunque chiuse si può fare). Cosa dire? Dall’alto il colpo d’occhio è notevole. Acqua verde dalle mille sfumature. Ma quando vado a fare il bagno ho la vera sorpresa. A pochi metri dalla riva il fondale scende di colpo. Potrete vedere una miriade di pesci diversi. Io mi sono divertita moltissimo perché non so nuotare molto bene e solitamente resto a pochi metri dalla riva, questo non mi permette di vedere spesso uno spettacolo del genere. I pesci li abbiamo visti in tutte le spiagge di Korcula anche a riva, ma qui sembrava di essere in un acquario!!! Voto 9 per la spiaggia ma 10 con lode per il mare. Il più bello mai visto per me!!!
Dopo aver mangiato dei panini sempre portati da casa andiamo a bere qualcosa di fresco a Racisce. Restiamo un po’ al bar che con il wifi ci permette di comunicare con amici e parenti. E poi ci dirigiamo a Samograd, spiaggia decisamente più accessibile di Vaja ma poco affollata. Contrariamente a quanto pensassi. Bella anche questa...ma secondo me, meno, voto 8,5! Consigliatissima per famiglie!
Sera altra passeggiata a Lumbarda.
Giovedì 28 decidiamo di tornare a Proizd ma restiamo tutto il tempo nella sola Donji bili bok, relax allo stato puro! Sera ancora un giro Lumbarda

Venerdì 29 dobbiamo lasciare l’appartamento e spostarci a Zrnovo dove abbiamo prenotato una camera tramite airbnb ma la mattina la passiamo in spiaggia. Vorremmo andare ad Orlandusa ma finiamo nella vicina Bratinja Luka, la strada è lunga e sterrata … abbastanza difficile arrivarci con un auto normale (come la nostra) … ma sinceramente lo sforzo è ben ripagato da una piccola baia tranquillissima e dai colori magnifici. Voto 9. Dopo aver mangiato un panino andiamo ad appoggiare i nostri bagagli in stanza a Zrnovo, il pomeriggio andiamo a vedere la famosa Pupnatska Luka, bella ma troppo “affollata” per i nostri gusti, voto 7,5, beviamo una bibita fresca al bar e ci dirigiamo verso Zitna, ci tenevo a rivederla per fare tante foto. Naturalmente è piena di gente e troviamo solo un posticino tra le rocce. L’acqua qui per la prima volta la sento davvero fredda e nonostante ci siano dei colori da sogno non riusciamo a stare molto in ammollo. Ma dall’alto questa è forse la spiaggia più scenografica, voto 9,5. Chiacchiero con dei ragazzi italiani che sono a Korcula per il secondo anno e accetto il loro consiglio per il giorno dopo, visitare la spiaggia di Bacva.
La sera andiamo a cenare a Korcula, tutti i locali sono pieni visto che oggi è il giorno della loro festa, c’è infatti la processione e ci fermiamo da Cupido dove mangiamo bene e ben serviti. Alle 22,00 iniziava lo spettacolo della Moreska, una danza molto scenografica.
Rientrati a Zrnovo restiamo ammaliati dal cielo stellato … visto a questi livelli solo in alta montagna, favoloso.

Sabato 30: ultimo giorno sull’isola. Ci dirigiamo verso Bacva dopo aver preso un caffè in un bar, Zrnovo non è turistico e non siamo riusciti a trovare un posto che avesse anche i dolci. Andiamo così al Centro Commerciale di Korcula e compriamo sia dolcetti che qualcosa per il pranzo e andiamo a Bacva. La spiaggia è quasi deserta quando arriviamo e anche questa ci piace subito molto. Sospettiamo che si riempirà soprattutto di famiglie con bambini vocianti e invece arriveranno meno famiglie di quanto ci aspettassimo e la situazione resta sempre “vivibile”. Il fondale qui è ricco di pesci e la presenza di un giovane pescatore che pulisce il pesce in acqua ci premette di vedere branchi di pesci famelici. Voto 8,5.
Dopo pranzo decidiamo di spostarci e finiamo nella penisola di Priscapac dove vi è un villaggio turistico. Il posto è davvero bellissimo, anche se le spiagge sono molto piccole e naturalmente affollate. Beppe va a fare un po’ di tuffi e io mi godo l’ultimo sole. Voto 9 per l’ambiente ma nel complesso 7 per la troppa gente.
A cena andiamo a Lumbarda, prima però facciamo una passeggiata e scopriamo un pezzo di paese che non avevamo visto le sere precedenti, compreso un bel bar in spiaggia che sembra molto carino per la sera! Peccato essercene accorti solo oggi. Ceniamo da Fjiaka Konoba mangiamo bene ma il servizio è decisamente lento.
Andiamo a casa ma non dormiremo molto. La sveglia è puntata molto prima dell’alba perché prenderemo il traghetto per Spalato delle 6 da Vela Luka. Anche questa vacanza è finita: abbiamo visitato un’isola affascinante, non ancora presa d’assalto dal turismo di massa, la Croazia non ci ha delusi nemmeno questa volta … ci rivedremo sicuramente.