sabato 25 agosto 2018

Piccoli Borghi da scoprire: Sant'Angelo Le Fratte




Oggi vi racconto qualcosa di questo piccolo e pittoresco borgo in provincia di Potenza, caratterizzato da colorati dipinti sulle pareti delle case e da statue sparse per il paese.
Ci siamo stati in un tardo pomeriggio e sera in occasione di un famoso evento che si svolge li: Le Cantine Aperte.

Abbiamo fatto una passeggiata nel centro ammirando i dipinti, alcuni davvero notevoli, e fotografando quelli che ci piacevano di più. Dipinti dal 1992 in poi da artisti italiani, e non, hanno impreziosito il borgo, con immagini legate alla vita locale, fino a renderlo davvero suggestivo.












Le statue, di marmo o bronzo, a grandezza naturale, sparse per il paese rappresentano i personaggi che si incontrano (o si incontravano) normalmente: il bambino che va a scuola, l'anziano seduto in piazza, la donna che porta l'acqua...








Le cantine poi hanno un fascino naturale: sono, infatti, ricavate nelle rocce presenti nel paese.

Durante la festa è possibile visitarne alcune in un percorso eno-gastronomico dalla location suggestiva.

Nella posizione più alta del paese uno spazio da cui ammirare il panorama sulla valle.
Un paese che mi ha lasciato emozioni genuine.

giovedì 23 agosto 2018

Piccoli borghi da scoprire: Sasso di Castalda


Sasso di Castalda, paese in provincia di Potenza ma distante quasi 50 km dal capoluogo.

Il paese, piccolo borgo simile a molti altri del nostro sud, è diventato famoso negli ultimi anni per la presenza del PONTE alla LUNA, QUI https://www.pontetibetanosassodicastalda.com potete leggere di cosa si tratta.
Noi abbiamo fatto un breve giro nel centro storico, ben tenuto e curato, sicuramente valorizzato negli ultimi anni.


E' poi possibile, tramite una breve passeggiata, raggiungere i ponti tibetani che sovrastano il Fosso Arenazzo. Il panorama ha un fascino particolare e un certo interesse geologico ben presentato da parecchi panelli esplicativi presenti.



Un piccolo paese che ha trovato un modo "avventuroso" per abbracciare la modernità e farsi conoscere.


domenica 29 luglio 2018

Giugno 2018 Lampedusa


Con colpevole ritardo ecco il resoconto della settimana a Lampedusa


La meta delle nostre vacanze 2018 l'abbiamo decisa lo scorso anno...e al momento di prenotare abbiamo superato qualche dubbio: Lampedusa. Optiamo per giugno in quanto le spiagge sono per lo più piccole e non avremmo voluto trovare troppa gente. Sicuramente scelta azzeccata.

Sabato 16 Giugno
Partiamo dall'aeroporto di Venezia di pomeriggio
Arriviamo in orario e dopo aver recuperato i bagagli da stiva incontriamo la referente dei Viaggi dell'Imperatore, il tour operator tramite il quale abbiamo prenotato volo + appartamento.
Con una navetta veniamo accompagnati al Piccolo Borgo di Lampedusa, in zona Cala Croce.
Appartamento recente, ben arredato, spazioso, con portico esterno, zanzariere alle finestre e aria condizionata (mai usata).

Sistemiamo i bagagli e usciamo verso il Porto Nuovo a cercare un QUOD da noleggiare per la nostra settimana. Ci fermiamo in due noleggi e al terzo, visto il prezzo vantaggioso, decidiamo di fermarci.

Andiamo verso il centro (via Roma) per fare una prima spesa. Non ci è subito chiara la viabilità del centro e non riusciamo a capire immediatamente come raggiungere il supermercato, nonostante vi siano indicazioni stradali. Alla fine però raggiungiamo il Simply dove acquistiamo qualcosa. Torniamo in appartamento.

Usciamo per la cena, optiamo per “da ciccio's” seguendo le buone recensioni su tripadvisor, ma scegliamo la pizza che non è sicuramente la loro specialità essendo principalmente una rosticceria. Abbiamo mangiato anche un arancino e un rustico, buoni. La temperatura esterna non è per nulla alta quindi, dopo una breve passeggiata, a pancia piena andiamo a dormire.

Domenica 17
Ci svegliamo presto e ci prepariamo per andare nella spiaggia più famosa dell'isola e tra le più conosciute al mondo: la spiaggia dei Conigli. Arriviamo verso le 9:00, lasciamo facilmente il nostro quad sulla strada e scendiamo per il percorso ben curato che porta alla spiaggia.
Poco prima di arrivare si apre un panorama mozzafiato, ammiriamo qualche minuto il paesaggio e facciamo qualche foto. Scendiamo in spiaggia e ci posizioniamo sulla parte dedicata ai soli teli mare (nell'altra parte si possono mettere anche gli ombrelloni).
Ci sono parecchie persone, ma molte meno di quelle che vedremo nei giorni seguenti, nonostante il forte vento che tira. L'acqua però è talmente bella che non resistiamo. Dopo un po' indosso la muta e mi immergo...ghiaccio!!! Un freddo incredibile, ma bellissimo! Vado fino alla zona dell'isola. Ma fa troppo freddo ed esco dall'acqua poco dopo. Mi asciugo e mi rilasso un po. Il vento continua a soffiare e verso le 12:00 saliamo e torniamo a casa per pranzare.


E' il nostro primo giorno di sole e preferiamo non esagerare, ci riposiamo un po' e usciamo sulle 15:00 per andare verso la costa est. Vorrei andare a Mare Morto ma non lo troviamo (scopriremo i giorni successivi di aver preso la strada sbagliata) e ci fermiamo a Cala Francese che si rivelerà una delle spiagge meno belle, almeno dal nostro punto di vista.
Io non faccio il bagno questa volta, non fa per nulla caldo.
Prima di andare a casa decidiamo di bere qualcosa nella caletta subito prima di Cala Francese: Sciatu Persu, a me piace tantissimo. Molto gentili i gestori della spiaggia, c'è un piccolo bar con due tavoli. Beviamo qualcosa e torniamo a casa. Mentre torniamo un freno del nostro quad si rompe. Passiamo al noleggio e siamo costretti ad attendere un po' di tempo per la sostituzione del veicolo.

Ceniamo a casa e poi andiamo in centro. Visitiamo l'archivio storico, piccolo ma interessante e ricco di informazioni sull'isola, e mangiamo un buon gelato.

Lunedì 18

Ci svegliamo anche oggi presto e la temperatura fuori sembra ancora molto bassa e c'è vento, così decidiamo di andare a vedere la porta d'europa, il faro etc...
La porta d'Europa ha un significato molto bello ma noi alla fine ci andiamo in una giornata troppo ventosa per godercela. Ci spostiamo al Faro di Capo Grecale e anche li non si può stare. Riusciamo a fare due foto al volo e scappiamo. Torniamo verso il centro e li si blocca il nostro quad...perché abbiamo finito la benzina. La spia non c'è e pur avendo controllato prima di partire siamo rimasti senza!!!

Dopo aver recuperato la benzina andiamo in centro e nonostante siano le 11,00 facciamo una seconda colazione, io prendo granita e dolcetto, Beppe un croissant e un caffè.. Pranziamo in appartamento e poi ci riposiamo.

Usciamo per visitare il Santuario della Madonna di Porto Salvo non molto lontano dal nostro appartamento. Bella visita, un luogo di pace e silenzio che racconta parte della storia dell'isola. Andiamo al porto nuovo sperando di incontrare qualcuno per i giri in barca ma riusciamo a parlare solo con 2 persone.

La sera resto a casa perché non mi sento bene. Ma decidiamo a quale barca affidarci per il nostro giro dell'isola: Baby II. Prenotiamo telefonicamente e poi Beppe esce per portare la caparra.

Martedì 19

Ci alziamo e non abbiamo belle sorprese, il tempo è addirittura peggiore del giorno precedente, il cielo è completamente coperto.
Andiamo a fare colazione in centro, visitiamo la Chiesa e compriamo qualche ricordo da portare in Veneto. Pranziamo a casa.

Decidiamo di andare a vedere alcune cose nonostante il tempo e alle 17,30 vogliamo visitare il centro di recupero tartarughe del wwf.
Visitiamo quindi Cala Creta, che non mi piace, O'scià che però con quel vento non ci godiamo e non riusciamo nemmeno a fare belle foto. Arriviamo ad Albero Sole ma non si vede nulla a causa delle nuvole. Tentiamo di arrivare a Capo Ponente ma pensando di aver sbagliato strada torniamo indietro.

Al centro recupero wwf naturalmente ci sono molte persone, attendiamo e poi facciamo un giro accompagnati da una veterinaria che ci racconta alcune cose sulla vita delle tartarughe oltre che sul lavoro del centro, eccellenza non solo italiana ma europea. Da non perdere!!

Decidiamo di fare un aperitivo a cala croce, al Tunez. Peccato il tempo grigio e il freddo. Il posto vale davvero per il panorama!
Ceniamo a casa e poi mangiamo un gelato in centro.

Mercoledì 20

Oggi finalmente il vento sembra essersi calmato e c'è di nuovo il sole, ci dirigiamo a cala pulcino. C'è un percorso di circa 30 minuti per raggiungere la spiaggia che si rivela bellissima!!! Ha tantissimi colori per la presenza di zone con sassi - rocce e zone di sabbia, inoltre vi è un punto da cui è possibile tuffarsi.

Dopo aver mangiato un panino che ci siamo portati al sacco, andiamo a vedere capo ponente. Bisogna passare una zona militare abbandonata e raggiungere una zona in cui stanno costruendo qualcosa che ci dicono essere un radar. Sinceramente visita inutile.
Torniamo alla zona di albero sole, che spesso viene confusa con capo ponente. E' possibile ammirare lo scoglio vela. Bel posto ma sconsigliato a chi soffre di vertigini.
Ci fermiamo a vedere Cala Greca, bisogna entrare nel campeggio e lasciare un documento che viene registrato. Beviamo qualcosa al bar e scendiamo in spiaggia. Bella e rilassante caletta.
Torniamo su e la nostra curiosità ci fa raggiungere anche Cala Galera: più ampia con acqua bassa per molti metri. Scenografica e tranquillissima.

Dopo una cena a casa andiamo a mangiare un dolcetto seduti al Cafè Rojal.

Giovedì 21

E' arrivato il giorno del nostro giro in barca. Scendiamo al porto nuovo e facciamo colazione, poi ci dirigiamo al porto vecchio perché viaggeremo con la seconda imbarcazione di Baby II: blue spirit.
Il capitano Giacomo è un vero uomo di mare e la gentilissima Barbara ci ha fatto sentire a casa.
Il giro dell'isola è imperdibile. Dovete programmarlo in modo da poterlo fare completo. In caso di vento o correnti particolari le barche infatti restano nella zona sud che però è anche quella visitabile via terra. Il giro completo invece permette di vedere la parte nord che sinceramente è spettacolare con grotte e scogli imponenti.
Vediamo le prime spiagge e ci fermiamo alla Tabaccara. Purtroppo il cielo non è completamente sgombro e i colori dell'acqua non sono quelli delle foto più famose. Restiamo però in zona per molto tempo a fare bagni e pure a pranzare con pesce grigliato quindi nel corso delle ore sarà possibile vedere nuovi colori. Ci spostiamo e ammiriamo la spiaggia dei conigli, cala pulcino e arriviamo a capo ponente e la zona Nord mi colpisce tantissimo. Lo scoglio del Sacramento lascia senza fiato.
La barca si ferma in due punti per farci fare un bagno, l'acqua però è sempre fredda quindi io non scendo sempre.
Concludiamo il nostro giro dell'isola rientrando al porto, andiamo a casa e ci laviamo.

Andiamo a prendere un aperitivo a portu n'toni, bel posto.
Ceniamo da Voscenza ma anche questa volta sbagliamo: prendiamo una pizza che non si rivelerà particolarmente buona.

Venerdì 22

Andiamo alla spiaggia dei Conigli ed arriviamo poco prima dell'apertura, lasciamo il quod in parcheggio. Oggi ci sono anche i volontari Legambiente che distribuiscono volantini.
La spiaggia si affolla molto e velocemente, in più in acqua vediamo alcune meduse ma il posto resta un incanto.
Torniamo a casa per pranzo.

Decidiamo di riprovare ad arrivare a Cala Calandra e Mare Morto. Li raggiungiamo e ci facciamo un bagno. Qui non ci è una spiaggia ma vi sono le rocce. Il panorama è molto affascinante e il fondale è variegato. Non ci sono i colori chiari ma mi è piaciuto per la presenza di molti pesci, nessuna medusa, e per il fatto che vi sono zone in cui si tocca e velocemente si è in zone con almeno 5 metri di acqua sotto.

Alle 19:30 ci facciamo trovare al porto vecchio e partiamo per il nostro giro in barca al tramonto sempre con Blue Spirit
Splendido il tramonto dal mare su capo ponente.


Ci dirigiamo verso una delle grotte a nord e i più temerari si tuffano per un bagno, intanto gli equipaggi preparano la cena: qualche bruschetta, patatine e arachidi come antipasti e una buona pasta con tonno. Io vedo una murena in acqua!!! Si resta li ascoltando musica (purtroppo quella che non piace a me, latino americana) e a guardare le stelle, che non sono così numerose vista la luminosità della luna crescente.

Sabato 23

Ultimo giorno a Lampedusa, prepariamo i bagagli e li lasciamo nella stanza di appoggio offerta dalla struttura, andiamo a fare colazione in centro con granita e briosche

Andiamo quindi a vedere Cala Maluk dove stiamo quasi un'ora seduti sulle rocce. A me non piace moltissimo perché l'acqua risulta un po' torbida e così andiamo verso sciatu persu ma è piena.
Perciò pensiamo di andare a Cala Uccello dove noleggiamo un ombrellone e due lettini per 15 euro. Oggi relax, peccato che l'acqua sia piena di meduse!!! Ci si diverte ad avvistarle e il gestore della spiaggia le recupera con il retino.
Niente ultimo bagno completo e rilassato :(
Sembra che la corrente sia cambiata e ormai le meduse siano arrivate in quasi tutte le spiagge dell'isola.

Passiamo per il centro a prendere qualcosa da mangiare per cena.
Andiamo al piccolo borgo e ci facciamo la doccia, attendiamo l'arrivo della navetta che ci porta in aeroporto. I tempi anticipati sono esagerati. Attendiamo quasi un'ora che venga aperto il check in in aeroporto.
Si parte in orario, salutiamo questa piccola isola in mezzo al mare.


venerdì 15 giugno 2018

Madrid, hola!

4 giorni a Madrid, volati.

Come sempre viaggiare per me significa sentirmi viva, felice!!! Le città d'arte poi mi danno una carica incredibile e inspiegabile. Caratterialmente sono una persona nervosa e questo mi porta a non riuscire a godere sempre di ciò che mi accade e anche a Madrid l'ansia di scoprire quante più cose possibili mi ha sicuramente portato a non godere a pieno delle meraviglie che ho visto (in particolare la cripta della Basilica e i Musei).

Madrid è una città viva e pulsante, dalle tante sfaccettature. Non è fiabesca come Praga o Budapest, e non è "fantastica" come Barcellona. Non è nemmeno malinconicamente bella come Lisbona.
E' austera per certi versi, e imponente, ma basta inoltrarsi in qualche stradina delle zone Latina per esempio e si ha la sensazione di essere in un'altra città rispetto a quella della Gran Via.

Partiamo sabato 5 maggio dall'Aeroporto di Venezia e atterriamo in orario.
Purtroppo sbagliamo come polli l'uscita verso la metropolitana e perdiamo almeno 30 minuti.
Compriamo alle macchinette automatiche il ticket da 10 biglietti per la metro anche qui sbagliando perché carichiamo solo 1 supplemento dall'aeroporto (3 euro) invece di 4.
Finalmente in metropolitana dobbiamo, però, cambiare 2 volte e dopo circa 45 minuti usciamo alla fermata di OPERA. Da li ci dirigiamo verso il nostro Hostal che ci aveva inviato indicazioni molto dettagliate su come raggiungerlo. La camera è piccola ma si presenta bene, curata e pulita. Ci cambiamo, selezioniamo cosa portare nella borsa e nello zaino e usciamo alla scoperta della città.
Prima tappa il vicinissimo mercato di San Miguel dove pensavo di pranzare ma è affollato in un modo spropositato e la coda per entrare ci fa desistere. Torneremo.
Andiamo in plaza Major affollata di turisti e di artisti di strada. Ascoltiamo le nostre audio-guide (scaricate da alcune APP) che ci illustrano la storia di questa piazza, sicuramente affascinante sopratutto per il palazzo Panaderia e per la sua imponenza.
La guida ci dice di affacciarci ad un vicolo che non scorgiamo ma che vedremo nei giorni seguenti. Torniamo verso il Mercato e andiamo in plaza Real. Molto molto bella, il medioevo a Madrid. Anche qui ascoltiamo l'audioguida e ammiriamo i tre palazzi che la limitano.
Proseguiamo e davanti alla Cattedrale de l'Almudena finalmente troviamo un locale dove mangiare qualcosa. Io prendo un panino e una limonata, Beppe opta per una birra e un panino.
Visitiamo la Cattedrale, moderna ma affascinante. Poi andiamo a vedere la Cripta, sicuramente una delle cose più belle di Madrid. Un gioiellino. Emozionante. Da non perdere.
Proseguiamo e incontriamo il palazzo Reale, qualche foto e via verso i giardini Sabotini. Molto rilassanti e scenografici. Incontriamo poi Plaza Espana dove io sono felice come una bambina vicino alle statue dedicate a Cervantes e ai suoi Don Chiciotte e Sancho Panza. Foto anche li e si prosegue.
Imbocchiamo la Gran Via e incontriamo i negozi dei marchi più famosi. Entriamo nello Store dell'Atletico Madrid e da Primark ma solo per un rapidissimo sguardo. Contiamo di fare shopping martedì pomeriggio.


Decido di prendere un aperitivo sulla terrazza del Circolo delle Belle Arti ma vista l'ora dobbiamo fare un po' di coda. Si paga 4 euro (con un solo euro in più è possibile visitare l'esposizioni presenti) e si sale. Il panorama è ampio e affascinante sul lato della Gran Via, mentre dall'altro lato purtroppo non ci piace molto. La terrazza è affollata ma sicuramente piacevole. E' presente sia uno spazio coperto, poi alcuni tavolini, dei divanetti che sembrano essere comodissimi, e uno spazio tipo gradinata dove potervi sedere o stendere. Ci sono 3 banconi-bar dove poter ordinare. Bevo un aperitivo alcolico alla frutta (lampone) buono ma consistente principalmente in ghiaccio. Beppe prende una birra. Chiacchieramo con due simpatici norvegesi.
Il sole picchia davvero nonostante la temperatura non sia particolarmente alta.
Avrei voluto andare al tempio di Debot per il tramonto ma sono stanca e preferisco rilassarmi un po'. Quindi con calma ci avviamo verso l'hostal passando per Puerta del Sol dove vediamo l'orso con il corbezzolo simbolo della città ma dove non osserviamo il KM O. Prendiamo calle Major e arrivati in hostel ci riposiamo un po.
Usciamo per cena e andiamo in zona La Latina dove ci hanno consigliato di recarci proprio per cena. Un susseguirsi di locali, principalmente di tapas, ci lascia disorientati. Alla fine optiamo per ZARITO.
Mangiamo polpette, uno spiedino gigante, delle patate. Io bevo anche un bicchiere di vino tinto ma non mi piace molto (annacquato). Usciamo e passeggiamo alla ricerca di qualcosa di dolce e alla fine optiamo per uno yogurth in un locale di una catena.
Stremati ci dirigiamo verso l'hostal.

Domenica mattina usciamo per andare al mercato del Rastro, arrivando presto potremo visitarlo tranquillamente. Ci fermiamo per la colazione proprio nelle vicinanze delle prime bancarelle (non sono nemmeno le 9.00 e tutta la città sembra ancora dormire). Per 5 euro beviamo una cioccolata con churros e spremuta, io, un caffe e una brioche Beppe. Il posto è rumoroso e pieno di gente ma mi da un'idea di autenticità.
Usciamo e ci addentriamo in questo mercato che non solo è in una bella piazzetta ma presenta bancarelle davvero carine. Mi piace e poi mi pentirò di non aver fatto più acquisti qui visto anche i prezzi abbastanza convenienti.
Ci dirigiamo poi verso il Museo Reina Sofia facendo una lunga camminata.
Nel museo resteremo circa 3 ore. Non abbiamo preso l'audioguida e probabilmente abbiamo sbagliato. Siamo entrati dal palazzo nuovo, sede di esposizioni temporanea. Onestamente devo dire che il percorso non è per nulla chiaro e noi abbiamo deciso di percorrerlo come ci veniva.
Siamo arrivati alla Guernica quando vi erano poche persone e abbiamo potuto ascoltare l'audioguida della App in tranquillità. Io non amo molto Picasso ma questo quadro mi ha emotivamente coinvolto. Fortissimo l'impatto. Merita!!! A distanza di anni lo ricordo ancora come qualcosa di incredibile (n.d.a.)
Usciamo e andiamo a mangiare qualcosa in una panetteria addocchiata prima. Ordiniamo anche qualcosa di dolce da portare via da gustare più tardi.

Ci dirigiamo verso il Parco del Buen Retiro, ma ci fermiamo prima alla stazione di Atocha. La parte vecchia è stata trasformata in un centro commerciale con bar e ristoranti. E' una specie di immensa serra tropicale, molto affascinante.
Arrivati al parco ci sediamo un po' all'ombra e dove poi ammiriamo l'Angelo Caduto, il Palazzo di Cristallo, il palazzo Velázquez e il monumento dedicato a Alfonso XII con il laghetto.
Facciamo tante foto visto anche il cielo con qualche nuvola molto scenografico.
Uscendo dal Parco ammiriamo Plaza de Cibele con la famosa fontana nella quale i tifosi del Real Madrid festeggiano le vittorie della propria squadra. Da li risaliamo verso Puerta del Sol. Ci fermiamo lungo Calle Real a bere una cioccolata con churros.
In Hostal ci riposiamo un po e ripartiamo verso il Tempio di Debot. Prima ci fermiamo ad ammirare i bei giardini dietro al Teatro dell'Opera. Purtroppo scopriamo che il tempio non è visitabile pertanto lo ammiriamo da fuori, ci riposiamo in una panchina del parco, facciamo qualche foto al panorama ma decidiamo di non aspettare il tramonto in quanto manca ancora almeno un'ora. Andiamo verso la Gran Via dove entriamo alle Cortes Engleas dove decidiamo di bere qualcosa all'ultimo piano dedicato alla gastronomia. I tempi per ordinare qualcosa sono dilatati ma alla fine riusciamo a bere qualcosa ammirando da li i colori del sole che inizia a scendere.


Andiamo a cena in zona Calle Fuencarral dove ci sono alcuni locali carini. Alla fine optiamo per uno semplice ma in cui ceniamo abbastanza bene. Inizia a piovere molto e quindi siamo costretti ad una corsa verso la metropolitana. Andiamo verso l'hostal e ci addormentiamo.

Lunedì decidiamo di prendere la metro per avvicinarci al Paseo del Prado. Facciamo colazione davanti ad un super hotel in cui vediamo entrare uno sceicco.
Andiamo verso il Prado e ci vuole qualche minuto per capire quale fila fare visto che noi abbiamo già il biglietto cumulativo, acquistato al Reina Sofia.
Questa volta non sbagliamo e prendiamo le audioguide. Restiamo dentro per 6 ore, fermandoci circa 30 minuti per un pranzo veloce al bar del piano terra. Sicuramente le opere sono bellissime ma devo dire alcune cose: percorso caotico, pur seguendo la cartina credo di aver saltato qualche sala; audio-guida superficiale nei contenuti nonostante sia prolissa; in alcune stanze troppi gruppi in contemporanea, in più urlanti con guardia-sale che non facevano nulla per ridurre la confusione. Sinceramente sono rimasta delusa.
Usciamo stremati e decidiamo di prendere il bus turistico a due piani, il tempo però non è bellissimo e il tettuccio è chiuso. Le spiegazioni sono in ritardo e la nostra idea di riposare ammirando Madrid dall'alto non sembra più così brillante.
Scendiamo a Puerta del Sol e decidiamo di andare a vedere la PLAZA de LAS VENTAS. L'arena delle corride è chiusa da pochi minuti ma da fuori è comunque bellissima. Pur non condividendo per nulla la pratica delle corride non potevamo ignorare questa realtà. Ci sono alcune statue dedicate ad alcuni famosi corridori oltre che a Flemming, che con la scoperta della penicillina ha salvato la vita a molti toreri. Con la metro ci spostiamo verso lo stadio del Real Madrid, chiuso da pochi minuti.
Ci mettiamo un po per capire dove passa il Bus HopOnHopOff e quando lo prendiamo ci rilassiamo un po. Ci cambiamo velocemente a casa e andiamo a cena restando nella nostra zona Opera.
Usciamo mentre viene giù pioggia a catinelle. Ci bagniamo nonostante gli ombrelli prestati dall'Hostal ma per fortuna per cena scegliamo un locale moderno in cui ceniamo bene, Toro Tapas, Beppe mangiando una paella e io con riso iberico pieno di vari tipi di carne e verdure. La pioggia si ferma così, dopo essere passata a cambiarmi le scarpe zuppe, andiamo a mangiare i churros con cioccolata nella cioccolateria San Gines, la più famosa della città, aperta 24 h. Troviamo un tavolo (il pomeriggio di domenica quando eravamo passati li davanti c'era una coda lunghissima). Questa specialità spagnola ci lascia qualche perplessità (i churros fritti nella cioccolata ne cambiano il sapore in modo negativo) ma siamo soddisfatti di averla provata anche nel posto più famoso della città.

Martedì si va al museo Thyssen Bornemisza, prendiamo anche qui l'audioguida che si rivelerà chiarissima e utile. Il museo è ben organizzato, il percorso cronologico si svolge facilmente e si gode davvero la visita. 5 ore bellissime.
Usciamo e mangiamo sulla Gran Via, andiamo in un paio di negozi per qualche regalo (io visito velocemente Primark) e poi andiamo in Hostal per recuperare le nostre valigie.
Si deve andare in aereoporto...

Volo in orario, ed eccoci a casa.

mercoledì 6 giugno 2018

Quanto conta che l'ambiente di lavoro sia gratificante?

Ci sono persone fortunate che fanno della propria passione un lavoro, o più semplicemente che fanno un lavoro che piace.

Purtroppo non sempre è così, e soprattutto molte mansioni sono "burocratiche", non hanno ripercussioni importanti, non hanno alti obiettivi o scopi nobili. Per questo molti possono trovare il proprio lavoro noioso o comunque banale.
Fortunatamente però il proprio lavoro non è fine a sé stesso, oltre a permetterci di vivere, ci fa entrare in relazione con gli altri, ci fa uscire di casa (solitamente), ci fa frequentare posti diversi da quelli che scegliamo per il nostro svago.
Avere colleghi con cui ci si può confrontare e anche rilassarsi, poter guardare fuori dalla finestra e vedere un giardino fiorito, pareti colorate. Piccole e semplici cose possono migliorare le nostre ore di lavoro.
Per non parlare poi dell'importanza di sentirsi apprezzati, la gratificazione (anche semplicemente vocale) nel caso di un buon lavoro svolto.

Purtroppo la maggior parte dei luoghi di lavoro non sono costruiti su queste basi e i dirigenti non prestano sempre attenzione agli aspetti che possono cambiare anche di molto la produttività della propria squadra.

Non ho mai fatto job coaching ma alcune considerazioni sono talmente palesi che non servirebbe, nel 2018, nemmeno sottolinearle. Stupisce forse ancora il fatto che invece sembrano essere fantasiose e/o impossibili.

Basterebbe davvero poco e si vedrebbero persone molto più serene.

mercoledì 30 maggio 2018

La Mafia Uccide Solo D'Estate - una serie di livello

Dopo un film davvero bello e commovente Pif, Pierfrancesco Diliberto, ha scritto il soggetto per una serie TV in questi giorni in onda su Rai1 nella sua seconda stagione.
Pochi prodotti televisivi, degli ultimi anni, hanno raggiunto il livello di questa fiction per contenuti e spessore. La storia di una famiglia palermitana alla fine degli anni '70 che si intreccia inevitabilmente con le vicende della mafia. Il tutto raccontato con leggerezza ma mai con superficialità, con una certa ironia, prendendo in giro i boss, ma al tempo stesso commuovendo e dando il giusto valore a chi si è opposto. Capace anche di farci conoscere eventi meno noti, di farci condividere le paure dei cittadini comuni e le loro fragilità. Un intreccio tra privato e pubblico che incolla lo spettatore.
Invito chi non avesse seguito la serie a recuperare perché anche il livello degli attori e dei dialoghi farà apprezzare questo prodotto che mi auguro prosegua nei prossimi anni.


venerdì 11 maggio 2018

Uomini, donne, lavoro e ambizione

Oggi una frase di una persona (uomo) mi ha fatto riflettere. In breve diceva che se un uomo vale dopo un anno in una posizione di lavoro "normale" si sposta perché ambisce a qualcosa di più. 

Sul momento la frase mi ha fatto "arrabbiare". Perché una donna brava invece non ha ambizione? Si accontenta perché tanto deve figliare o badare al suo uomo?
Poi mi sono calmata e ho pensato che in fondo sono gli uomini a vedere la loro vita professionale come la principale o unica area della propria vita dove esprimersi al 100% e dove magari voler primeggiare. Quasi tutte le donne che conosco hanno mille interessi, fanno tantissime cose oltre ad occuparsi della casa e andare al lavoro 8 ore al giorno. Degli uomini che conosco non posso dire lo stesso, o almeno non per tutti. 
Pertanto non penso proprio che una donna non abbia aspirazioni, solo che ne ha di DIVERSE e probabilmente DI PIU' di quelle di un uomo.

Generalizzare poi è sempre sbagliato e sicuramente non voglio essere io a farlo ma l'esperienze che ho avuto fino ad ora mi hanno dimostrato che le donne hanno marce in più in molti campi, sanno tirare fuori il meglio di loro e sono capaci più degli uomini a stimolare gli altri a dare il proprio meglio.

Voi che ne pensate?

Prossimamente conto di scrivere altri articoli su quello che penso di un luogo di lavoro che sia davvero a misura di lavoratore.