...diciamo che da oggi inizia una nuova era nella storia di questo blog....
non più solo viaggi e mete da scoprire ma anche PASSIONI
Voglio parlarvi di ciò che mi scalda il cuore, di ciò che mi piace fare, libri che amo, film che mi appasionano...etc...anche questi sono modi per "viaggiare".
Mi piacerebbe poi dedicare un po' di spazio a realtà particolari, persone che con coraggio e fantasia hanno intrapreso lavori particolari, innovativi oppure semplicemente fatti con il cuore. Dare spazio a chi lavora con passione penso sia una bella cosa...
In testa ho le idee chiare, esprimerle è più difficile ma vi prometto più post e magari anche qualche FOTO :)
mercoledì 17 gennaio 2018
martedì 2 gennaio 2018
E che il 2018...sia!!!
All'arrivo di un nuovo anno è classico iniziare a fare progetti, porsi obiettivi e per noi amanti dei viaggi iniziare a programmare qualche viaggio, qualche avventura.
Magari scegliendo intanto le mete, oppure solo i periodi.
Quali luoghi vi piacerebbe visitare?
La mia lista è lunga ed è più o meno la stessa da anni per quanto riguarda l'estero. Purtroppo è sempre più difficile realizzare un viaggio lontano rispetto a programmarne uno in Italia.
Ho rinnovato il mio passaporto e DEVO utilizzarlo visto che il precedente è stato del tutto inutile.
Quindi l'imperativo sarà: almeno un viaggio fuori schengen ;)
Ci sentiamo presto per raccontarci i luoghi che ci ospiteranno!!!
Magari scegliendo intanto le mete, oppure solo i periodi.
Quali luoghi vi piacerebbe visitare?
La mia lista è lunga ed è più o meno la stessa da anni per quanto riguarda l'estero. Purtroppo è sempre più difficile realizzare un viaggio lontano rispetto a programmarne uno in Italia.
Ho rinnovato il mio passaporto e DEVO utilizzarlo visto che il precedente è stato del tutto inutile.
Quindi l'imperativo sarà: almeno un viaggio fuori schengen ;)
Ci sentiamo presto per raccontarci i luoghi che ci ospiteranno!!!
martedì 5 dicembre 2017
Genova: tra porto e caruggi...
Eccomi a raccontarvi del mio ultimo viaggio...3 giorni a Genova, città che ho visitato ora per la prima volta.
Sabato 18 novembre 2017
Partiamo da Mestre
intorno alle 8,00, arriviamo a Boccadasse verso le 12,00 e ammiriamo
la tranquillità di questo colorato borgo di pescatori. Mangiamo
sulla spiaggia, al sole, e riprendiamo l'auto verso il parcheggio di
Piazza Vittoria. Lasciata l'auto cerchiamo la stanza che abbiamo
prenotato tramite booking.
Scopriamo la prima
particolarità tutta genovese: i numeri civici non sono progressivi
ma ne esistono di due tipi: rossi per gli esercizi commerciali e neri
per gli edifici residenziali.
Lasciate le valigie
usciamo alla scoperta della città. A piedi raggiungiamo prima via XX
settembre e poi piazza De Ferrari, che ospitava un mercatino del
cioccolato, prendiamo via San Lorenzo e visitiamo il bel Duomo.
Girovaghiamo per i caruggi arrivando in via Garibaldi con i suoi
palazzi eleganti e imponenti. Compriamo la Museum Card con
l'estensione per i mezzi pubblici e andiamo verso via del Campo.
Voglio recarmi presso via del campo 29r l'Emporio dedicato a Fabrizio
Dè Andrè e ai cantautori genovesi purtroppo c'è l'intervista ad un
musicista, pertanto non possiamo visitare l'interno che è molto
piccolo e non faccio nemmeno una foto.
Torniamo verso via
Garibaldi e visitiamo tre palazzi dei Rolli: palazzo Rosso, palazzo
Bianco e palazzo Tursi. Onestamente la nostra visita è stata
abbastanza superficiale e veloce. Sicuramente si prova una certa
emozione nel vedere un violino e una chitarra appartenuti a Nicolò
Paganini. Purtroppo arriviamo invece un po' tardi per ammirare il
tramonto dal belvedere di palazzo Rosso...ma comunque molto bello il
panorama.
Ci fermiamo per un
aperitivo pensando sia presto per cenare ma sbagliamo: paghiamo due
stuzzichini, una birra, e un cocktail analcolico sui 16 euro e poi
non riusciamo a trovare un locale libero per la nostra cena pur
andando fino al porto vecchio e visitando anche Eataly.
Alla fine ci
accontentiamo di una cena semplice in un locale mediocre...
Dopo cena abbiamo
gironzolato per il centro e siamo andati a nanna.
Domenica 19 novembre ci
svegliamo presto e usciamo per la colazione che è compresa nel
prezzo della stanza. Il bar che la offre però apre alle 9.00 e noi
arriviamo alle 8,40 così facciamo una foto all'Arco di Trionfo in
Piazza della Vittoria e attendiamo l'apertura del bar. Con il tram
andiamo in zona porto antico e ci rechiamo al Galata, Museo del Mare.
Arriviamo presto così leggiamo i pannelli esposti nella darsena che
raccontano molte curiosità sulla storia del porto di Genova.
Alle 10,00 entriamo nel
Museo e ci restiamo per 3 ore. Meriterebbe ancor più tempo. Un museo
davvero affascinante, ricco e anche molto innovativo. Bellissima la
ricostruzione della galea a grandezza naturale, toccante il percorso
che permette al visitatore di rivivere l'esperienza dei nostri
emigrati (ci viene dato un finto passaporto, passiamo in dogana dove in un video un doganiere ci dice chi siamo e dove andremo raccontando
storie vere di italiani che si imbarcarono a Genova, poi camminiamo tra le
case ricostruite di Genova dove un albergatore fa affari sulla pelle
dei migranti, e saliamo sulla nave vedendo cuccette ricostruite e
sale mensa, atterriamo passando da un quartiere di liguri in
argentina fino ad arrivare ad Ellis Island negli Stati Uniti).
Interessante la mostra sull'affondamento dell'Andrea Doria. Uscendo è
possibile effettuare la particolare visita al sommergibile
Nazario Sauro.
Il sommergibile Nazario Sauro in una splendida giornata di novembre 2017, Genova
Il sommergibile Nazario Sauro in una splendida giornata di novembre 2017, Genova
Prendiamo delle focacce e
le mangiamo seduti al sole su una panchina davanti all'Acquario.
Andiamo al Bigo, una struttura realizzata da Renzo Piano nel 1992 per
il cinquecentenario dalla scoperta dell'America, (compreso nel
biglietto dell'Acquario acquistato per il giorno successivo tramite
internet, ma il Bigo lunedì di novembre è chiuso) e devo dire che
il panorama a 360 gradi che permette di vedere è davvero
affascinante. La città secondo me da il meglio di sé guardandone i
tetti. Si percepisce ancor più il sali-scendi che la
contraddistingue. Prendiamo la metro e andiamo verso la Lanterna con
una lunga passeggiata. Per prendere il sentiero attrezzato panoramico
sul porto perdiamo un po' di tempo non essendo molto chiaro il
percorso. Il sentiero ha pannelli esplicativi che permettono di
cogliere le differenze tra com'era il porto e come è cambiato negli
anni. Arriviamo al faro simbolo di Genova. Lo visitiamo e
fotografiamo il panorama da questa prospettiva. Qui la città
acquista tutte le sue caratteristiche di porto laborioso.
Vorremmo visitare il
Palazzo del Principe pensando sia gratis con la card ma è solo
scontato quindi dopo aver visto il giardino ci spostiamo a palazzo
Reale in tempo per ammirare dalla sua terrazza un tramonto sul mare
dai colori del fuoco. Visitiamo il palazzo che ha delle stanze
davvero molto ricche. Usciti andiamo in camera, ci cambiamo e usciamo
per andare al ristorante che abbiamo prenotato (memori dalla sera
prima, ma la domenica scopriamo che molti locali sono chiusi e
decisamente i genovesi escono molto meno). Mangiamo benissimo in un
locale particolare con un proprietario e chef loquace.
Passeggiamo per il centro
e andiamo a dormire.
Lunedì 20 novembre
abbiamo prenotato la visita all'Acquario. Vi restiamo 2 ore ammirando
alcuni esemplari affascinanti. Questi posti mi lasciano sempre un
misto tra tristezza per la costrizione in cui vivono questi animali e
il fascino di poterli ammirare così facilmente. Sicuramente apprezzo
alcune scelte che l'Acquario sta facendo per arrivare ad avere solo
animali nati in cattività.
Facciamo una breve visita
della Biosfera (perdibile) e cerchiamo un posto dove mangiare.
Finiamo oltre la zona del Bigo, verso la Ruota Panoramica. Mangiamo
in un bistrot e decidiamo di andare all'auto per tornare a casa.
Un'altra città visitata,
almeno in parte. Un altro luogo che mi ha lasciato emozioni e un bel ricordo. E' una città affascinante anche se ha tutte le contraddizioni portate dal mare, dal porto e dalla modernità. Una città che si lascia scoprire poco alla volta, probabilmente non adatta al visitatore veloce e distratto. Credo che meriti una visita attenta ma credo che almeno una volta nella vita il Galata sia da visitare (no, l'Acquario non necessariamente).
giovedì 28 settembre 2017
Viaggiare per...stare bene!!!
Volevo intitolare questo post: "viaggiare per benessere", ma no, no, non voglio parlarvi delle vacanze nelle SPA o nelle Beauty farm... e alla fine ho optato per un titolo forse più chiaro.
Penso che in viaggio normalmente le sensazioni che proviamo siano tutte positive e piacevoli: curiosità, felicità, allegria, magari riusciamo a rilassarci e a sentirci sereni e tranquilli...
Proviamo meno ansie e preoccupazioni e ne giova il nostro corpo oltre che la nostra mente.
Da qui ho pensato che sarebbe bello pensare a delle "gite" che permettano di rigenerarsi davvero ma non perché qualcuno si prende cura del corpo in una SPA ma proprio perché dedichiamo il nostro tempo alle nostre passioni o usciamo molto più semplicemente dalla routine che spesso ci chiude in un recinto.
Cosa significa? Vacanze per rigenerarsi, dedicandosi davvero a stare meglio, semplicemente fuggendo dagli impegni quotidiani.
Il buon cibo (sano), un sonno sereno, e naturalmente delle attività che ci coinvolgano sono gli elementi caratteristici di una vacanza di questo tipo. A questo magari riuscire ad unire l'utilizzo di prodotti davvero utili alla nostra pelle, né superflui, né tanto meno nocivi o potenzialmente nocivi per noi e per l'ambiente potrebbe darci una carica aggiuntiva facendoci sentire bene e in armonia con il pianeta.
Per ognuno di noi potrebbe essere un tipo di vacanza diverso ma per tutti credo che dedicare del tempo anche solo a noi e a quello che ci piace sia la scelta vincente per riprendere la nostra vita lavorativa con più energia e stimoli.
Penso che in viaggio normalmente le sensazioni che proviamo siano tutte positive e piacevoli: curiosità, felicità, allegria, magari riusciamo a rilassarci e a sentirci sereni e tranquilli...
Proviamo meno ansie e preoccupazioni e ne giova il nostro corpo oltre che la nostra mente.
Da qui ho pensato che sarebbe bello pensare a delle "gite" che permettano di rigenerarsi davvero ma non perché qualcuno si prende cura del corpo in una SPA ma proprio perché dedichiamo il nostro tempo alle nostre passioni o usciamo molto più semplicemente dalla routine che spesso ci chiude in un recinto.
Cosa significa? Vacanze per rigenerarsi, dedicandosi davvero a stare meglio, semplicemente fuggendo dagli impegni quotidiani.
Il buon cibo (sano), un sonno sereno, e naturalmente delle attività che ci coinvolgano sono gli elementi caratteristici di una vacanza di questo tipo. A questo magari riuscire ad unire l'utilizzo di prodotti davvero utili alla nostra pelle, né superflui, né tanto meno nocivi o potenzialmente nocivi per noi e per l'ambiente potrebbe darci una carica aggiuntiva facendoci sentire bene e in armonia con il pianeta.
Per ognuno di noi potrebbe essere un tipo di vacanza diverso ma per tutti credo che dedicare del tempo anche solo a noi e a quello che ci piace sia la scelta vincente per riprendere la nostra vita lavorativa con più energia e stimoli.
martedì 12 settembre 2017
Ancora un po' di Basilicata
Questa estate ho finalmente visitato le due mete più famose della Basilicata, naturalmente dopo Matera: Melfi e Venosa.
Siamo partiti nel pomeriggio di lunedì 14 agosto da Paterno (Val d'Agri-PZ) in direzione Melfi ma abbiamo fatto una sosta a Castel Lagopesole (comune di Avigliano) per visitare il Castello.
Tenuto molto bene esternamente abbiamo decisi di pagare 4 euro a testa per visitare alcune delle stanze. La cosa particolare, e direi assurda, è che nel castello sono previsti 3 diversi percorsi di visita, i cui biglietti sono acquistabili solo separatamente.
La nostra visita si rivela piacevole ma forse il costo è esagerato se paragonato a cosa ci aspetterà a Melfi e Venosa, soprattutto se si pensa che non è prevista una sinergia con gli altri percorsi (uno interattivo sulla vita di Federico II e uno legato al museo delle migrazioni). Insomma...un peccato.
Riprendiamo l'auto e arriviamo a Melfi dove parcheggiamo nei pressi del Palazzo di Giustizia e andiamo a piedi alla Casa del Borgo Antico dove avevamo prenotato una stanza.
La posizione è invidiabile visto il panorama che si gode dalla terrazza: il famoso castello e il borgo.
Usciamo e facciamo una passeggiata verso la Piazza, c'è festa qui ma ancora non ci sono molte persone in giro, decidiamo di cenare presso La Grotta Azzurra un locale bello ma forse troppo pretenzioso per il servizio di base offerto. Le portate sono buone ma piccole e non siamo troppo soddisfatti. Altra breve passeggiata e via a dormire.
Martedì 15 agosto, dopo una bella colazione, lasciamo i nostri bagagli in auto e ci dirigiamo verso il Castello. Molto bello da fuori, decidiamo di visitarlo e al costo di 4 euro a testa potremo andare anche al Castello di Venosa e all'area archeologica.
L'interno del Castello conserva il Museo archeologico, i reperti sono tutti sicuramente interessanti ma noi, lo confesso, lo visitiamo velocemente. Bellissimo capolavoro il sarcofago di Rapolla.
Melfi mi è piaciuta, città pulita, borgo ben conservato, belle case che si portano con garbo il peso degli anni, affascinanti le diverse ringhiere decorate dei davanzali. Una passeggiata qui non può che essere piacevole.
Lasciato il castello prendiamo l'auto e ci dirigiamo a Venosa dove arrivati all'area archeologica ci consigliano di andare alle Catacombe ebraiche eccezionalmente aperte fino alle 13.
Questo consiglio si rivela davvero azzeccato, troviamo un dipendente della Sovraintendenza ai Beni Culturali che ci guida in questo luogo suggestivo e ricco di storia. Una visita davvero interessante!!!
Si è fatta ora di pranzo, andiamo quindi in centro, passeggiamo nelle vie deserte e arriviamo vicino al Castello dove si trovano tutti i bar. Mangiamo qualcosa e poi decidiamo di visitare il Castello. Questo si rivela meno interessante dei precedenti. Anche qui vi è il Museo Archeologico ma i reperti sono meno affascinanti. In ogni caso si può fare un giro volentieri.
Torniamo verso l'Area Archeologica. Entriamo e non si accorgono nemmeno di noi!!! I reperti sembrano numerosi ma i pannelli informativi presenti sono quasi completamente cancellati dal sole e noi non riusciamo bene a capire cosa stiamo vedendo.Arriviamo all'Incompiuta e non riusciamo a godere completamente del fascino del luogo visto l'illeggibilità dei cartelli. Utilizzo il mio smartphone e leggo dal web qualche informazione.
Nel complesso quest'area che avrebbe delle enormi potenzialità è tenuta male e per nulla valorizzata. Peccato.
Nonostante questo io continuo a pensare che la Basilicata sia una meta da consigliare per una vacanza all'insegna del relax, del buon cibo, della natura, del mare e della storia. C'è tutto in Basilicata se lo vorrete e il poco affollamento ed i costi assolutamente ottimi la rendono proprio una meta a cui pensare...
giovedì 24 agosto 2017
Grecia: Santorini e Milos
Troppo
bella, troppa gente, troppa approsimazione, troppo traffico, troppo rumore,
troppo costosa, è tutto troppo a Santorini.
Sinceramente
una volta nella vita, per una notte, merita una visita ma per come sono fatta
io, e per i luoghi che a me piacciono e scaldano il cuore, quel tempo può bastare...
La
nostra vacanza inizia proprio con l'arrivo da Venezia all'aeroporto di
Santorini lunedì 26 giugno 2017. Da li prendiamo il bus del trasporto pubblico,
che arriva in orario ma che parte dopo almeno 15 minuti di attesa...capiamo
subito che i greci sono persone che amano prendersela con calma … qui si
aspetta :)
Chiediamo
se il bus ferma a Karkerados il paese in cui abbiamo prenotato una stanza in
Villa Palekanos, l'addetto ai biglietti ci conferma la possibilità e così
scendiamo all'altezza di un incrocio, il tempo di capire da che parte dobbiamo
dirigerci e via verso la Villa.
Il
percorso a piedi è di circa 15 minuti in discesa, per fortuna, abbiamo 2
trolley piccoli e una valigia grande oltre allo zaino e alla borsa a tracolla.
Lasciamo le valigie e, visto che la stanza sarà pronta solo dopo qualche ora,
ci dirigiamo all'incrocio in cui siamo scesi dal bus, beviamo qualcosa di
fresco in un bar e decidiamo di andare fino a Thira/Fira a piedi ... una passeggiata non proprio piacevole, al caldo e con il suono del traffico cittadino, di circa 20/25 minuti ci porta
nella città principale dell'isola. Facciamo tante foto e visitiamo le due
chiese principali. La città sicuramente colpisce soprattutto per le sue
stradine ma ancor più per il panorama sul mare e sul resto dell'isola, vale la
visita. Purtroppo c'è davvero troppa gente e troppo caldo. Ci fermiamo in uno
dei tanti ristoranti e pranziamo, bene e ad un prezzo onesto. Torniamo
all'hotel dove possiamo entrare in stanza, doccia, sonnellino, nuotata in
piscina e ci si prepara per la passeggiata sulla Caldera da Fira ad Oia. La
passeggiata è stata faticosa, salite e discese si susseguono ma i panorami sono
davvero mozzafiato e siamo felici di ammirare il tramonto poco prima di Oia. Passeggiamo
velocemente anche in questa cittadina, insieme a tantissime altre persone, il
lusso si spreca e la sensazione di essere in un posto solo per VIP è forte.
Decidiamo di riprendere il bus per mangiare qualcosa verso la Villa. Scendiamo a
Fira e riprendiamo, per la quarta volta nella sola giornata di oggi, la strada
verso Karkerados. Ci fermiamo in un bakery aperto 24 h su 24 dove mangiamo
qualcosa di salato ad un prezzo davvero conveniente. Stremati raggiungiamo la
nostra stanza.
Martedì
27 giugno sveglia presto, ci aspetta un taxi per raggiungere il porto. Abbiamo
il traghetto per Milos alle 8,10 e dobbiamo prima ritirare i biglietti
prenotati dall'Italia tramite web. Ci avevano fatto pressione per andare con
largo anticipo al porto, alla fine attendiamo più di un’ora l’arrivo della
nave.
Arriviamo,
dopo 2 ore circa, al porto di Milos dove ci attende il proprietario della casa
prenotata con un suo amico. Ci porteranno con la loro auto presso l'appartamento
prenotato tramite booking: Garyfallos a Trivosalos. Per raggiungere
l'appartamento bisogna percorrere una scalinata. L'appartamento è semplice e il
bagno è davvero piccolissimo ma c'è l'aria condizionata e un tavolo fuori. Ci
si può adattare facilmente. Inoltre la gentilezza dei proprietari è stata davvero
tanta, durante la settimana sono state fatte le pulizie e il cambio lenzuola e asciugamani, inoltre ci hanno portato al porto anche il giorno della nostra partenza senza costi aggiuntivi e in totale spontaneità!
Una
volta lasciati i bagagli in appartamento usciamo per capire come muoverci in
isola e se è possibile noleggiare un mezzo. Optiamo per un quad ma non
sapendolo guidare lo noleggiamo inizialmente per pochi giorni, ma dopo poche
ore Giuseppe si sentirà a suo agio e prolungheremo il nostro noleggio per tutta
la durata della nostra vacanza.
Il
quad però non era subito disponibile. Mangiamo quindi qualcosa in un panificio
dove ci recheremo spesso nei giorni successivi, e andiamo in appartamento
attendendo le ore 15,00.
Non
appena ci appropriamo del quad ci dirigiamo verso Mandrakia dove si possono
ammirare i famosi syrmata (ricoveri per le barche dei pescatori) e facciamo un
primo bagno veloce nella spiaggia deserta che guarda le syrmata.
Ci
spostiamo a Firopotamos dove c'è gente ma comunque troviamo un po' di posto per
noi. La bellezza del luogo sta nella chiesetta che si può ammirare dalla spiaggia,
dopo un bagno infatti facciamo una passeggiata per ammirarla meglio e facciamo
qualche foto.
Prima
di andare a casa ci rechiamo presso un supermercato dove compriamo qualcosa anche per farcire i panini che mangeremo il giorno dopo e, una volta a casa, ci prepariamo per visitare il
capoluogo dell'isola: Plaka.
Parcheggiamo
alle porte del centro storico e passeggiamo per il kastro arrivando per il
tramonto alla chiesetta vicino al castello. Facciamo delle foto e scendiamo in
centro dove, dopo una passeggiata, ci rechiamo a cena a To Diporto dove ceniamo
fuori, nel vicolo. Personale gentile e buon cibo ad un prezzo onesto ci
permettono di vivere una buona cena. Dopo andiamo in pasticceria dove proviamo
il nostro primo yogurt greco io con la frutta, Giuseppe con le noci. Stanchi
andiamo a casa.
Mercoledì
28 giugno ci svegliamo presto e scopriamo che il caldo del giorno prima è
presente già alle 8 del mattino. Facciamo colazione seduti fuori e ci
prepariamo per uscire.
Dopo
aver recuperato dei panini per il nostro pranzo la prima spiaggia di oggi è
Paleochori che ci piace subito. Non c'è molta gente e possiamo stare
tranquillamente in spiaggia ma non abbiamo l'ombrellone e dobbiamo organizzarci
per “montare” il nostro grande telo in stile tenda.
Dopo
aver mangiato i nostri panini decidiamo di andare a bere qualcosa nella
spiaggia a fianco: Deep Blue. Vi è infatti un bar con terrazza panoramica
su questa piccola ma scenografica spiaggia.
Decidiamo
di andare poi ad Agia Kiriaki una spiaggia molto tranquilla ma sempre dalle
acque cristalline.
Prima
di tornare a casa ci fermiamo ad Adamas per informarci sulle escursioni in
barca nella zona ovest dell'isola, non raggiungibile via terra. Ci sono
tantissime agenzie che propongono escursioni e parliamo con dipendenti di 4 di
loro. Raccogliamo le informazioni principali e, dopo uno yogurt, torniamo a
casa dove, davanti al nostro piatto di pasta, decidiamo di rivolgersi a Polco
Sailing che propone escursioni in barche a vela con al massimo 10 persone.
Dopo
cena, quindi, torniamo ad Adamas per prenotare l'escursione per sabato e diamo un acconto.
Facciamo una passeggiata e torniamo a casa.
Giovedì
29 giugno
Ci
svegliamo presto e ci dirigiamo verso Sarakiniko. Parcheggiamo il nostro quad
ed entriamo in un paesaggio lunare. Il percorso per arrivare alla spiaggia è
breve e affascinante, arrivati alla spiaggia non ci siamo fermati ma abbiamo
continuato a perlustrare la zona raggiungendo il punto dove è possibile fare
dei tuffi e andare in acqua tramite una scaletta creata nelle rocce. Davvero uno
scenario di rara bellezza. Assomiglia alla grotta della poesia a nord di
Otranto ma qui le rocce bianche rendono il panorama ancora più particolare.
Beppe si dedica ai tuffi, io faccio un paio di bagni brevi e mi dedico alle
foto. C'erano già alcune persone ma con il passare dei minuti la gente aumenta.
Il caldo è fortissimo e l'ombra offerta dalle rocce diventa ben presto un
miraggio. Decidiamo quindi di rientrare a casa per mangiare qualcosa e
riprenderci dal caldo.
Dopo
un po’ di riposo ci dirigiamo verso Palafragas, altra spiaggia molto
particolare e scenografica dove però non ci fermiamo ma facciamo solo qualche
foto. Ci spostiamo nella vicinissima Kapras dove ci sistemiamo all’ombra delle
rocce in alto. Facciamo un bel bagno, l'acqua qui è pulita ma la presenza della
sabbia la rende un po' torbida, inoltre sono presenti i pesciolini che amano
pizzicare le caviglie...
Dopo
circa un'ora decidiamo di vedere anche l'altra spiaggia vicina, quella di
Pachena. Spiaggia “tradizionale” ma con degli scogli in acqua che permettono di
vedere alcuni pesci a pochi centimetri dal bagnasciuga.
Torniamo
a casa e ci prepariamo per andare a cena a Pollonia. Il paese si rivelerà
essere limitato ai locali presenti intorno al molo, sicuramente dev'essere un
bel posto dove alloggiare vista la presenza di eleganti edifici ma come luogo
di svago ci ha lasciato quantomeno perplessi. Mangiamo da Gialos fraintendendo
un piatto del menu (menu in italiano con traduzione errata). Spendiamo il
giusto e ci offrono dell'ouzo, liquore tipico, che apprezziamo.
Venerdì
30 giugno
Questa
mattina voglio fare un giro “culturale” e ci dirigiamo nella vicina Tripiti per
visitare le Catacombe, 4 euro per l’ingresso con la visita guidata, dura circa
10 minuti e la ragazza che se ne occupa è anche la persona che fa i biglietti.
Noi siamo arrivati in contemporanea con una famiglia greca quindi la guida
parlava prima in greco e poi in inglese, per noi. Diciamo che le spiegazioni
sono state un po' superficiali. In ogni caso è una visita che potrei suggerire
anche se in Italia abbiamo posti più interessanti a cui si può accedere pagando anche meno. Molto bello, invece, il panorama su Klima. Ci dirigiamo, a piedi, verso il
teatro antico poco lontano, purtroppo non è possibile visitarlo e quindi ci
accontentiamo di qualche foto da vicino e decidiamo di andare a Klima a vedere
i meravigliosi syrmata famosi per i loro diversi colori. Sicuramente è un
piccolo angolo di mondo da vedere, molto piacevole restare qualche tempo in
questo porticciolo. Abbiamo bevuto una bevanda fresca in un locale sulla
piccola spiaggia e siamo andati verso casa.
Abbiamo
pranzato a casa e dopo un po' di riposo ci siamo diretti nella parte est
dell'isola dove sarebbe sconsigliato addentrarsi con i mezzi a noleggio.
La
nostra meta è Kastanas. Dalla strada asfaltata il tragitto per uno sterrato non
è proprio corto e la strada è in effetti un po' complicata ma andando piano è
possibile raggiungere una spiaggia semplicemente splendida. La presenza di pochissime persone, comprensibilmente, aiuta ancor più a godere di questo
posto. I sassi hanno mille colori (ex zona mineraria) così come le rocce alle
nostre spalle. Il mare è limpidissimo e dalle infinite sfumature. Rientrando a
casa decidiamo di dare uno sguardo anche alla lunga e bianca spiaggia di
Voudia. Purtroppo è davvero vicina agli impianti minerari ancora in funzione e
quindi non ci piace molto.
Ceniamo
e andiamo poi a fare una passeggiata a Tripiti, visto la buona impressione che
ci aveva fatto in mattinata. Mangio un’ottima crepes in una pasticceria con
vista su Klima, concludendo una bella giornata.
Sabato 01 Luglio
E’
arrivata la giornata dedicata al nostro giro in barca. Con calma andiamo ad
Adamas e, visto il nostro anticipo, decidiamo di bere un caffè in un bar.
Pessima idea...sono lentissimi e io devo lasciare a metà il mio primo caffè
greco e Beppe deve ingurgitare il suo frappè in un sorso.
Alle
10 si formano i gruppi delle 3 barche che partiranno alla stessa ora. Noi
saliamo su Gina, oltre a noi ci sono una coppia di inglesi, una di norvegesi,
una di spagnoli, una di greci, ed una ragazza russa, più i due membri
dell’equipaggio. Ci raccontano che è rarissimo avere solo 2 italiani nelle
barche di Polco. Inizia la navigazione e noi decidiamo di goderci il sole,
pensando che con il passare delle ore sarebbe stato meglio mettersi sotto il
tendalino per ripararsi dai raggi più pericolosi. Passiamo davanti a Klima e
l'ammiriamo dal mare, ci fanno vedere alcuni scogli con forme particolari, uno
bellissimo sembra un coniglio da un lato e un orso/leone dall'altro.
Proseguiamo verso la costa ovest e ci fermiamo per il nostro primo bagno a
Kalogries, una spiaggia caraibica, con sabbia chiara. Ci facciamo dare
occhialini e pinne, arriviamo fino alla spiaggia e ci facciamo alcune foto.
Risaliti in barca il primo break-spuntino: colazione con frutta e torta + da
bere: succo o tè. Si riparte e Giuseppe prova pure a guidare la barca.
Arriviamo a Sykia. La barca si ferma su una baia di roccia davanti ad una
grotta...i colori dell'acqua ci abbagliano. Veniamo divisi in due gruppi e con
un gommone veniamo portati dentro alla cava...non ha più parte del soffitto
quindi ci troviamo davanti ad un luogo unico. Descriverlo non è per me facile.
Posso solo dire che è uno dei posti più spettacolari che abbia mai visto, è
bellissimo camminare sulla “spiaggia” e vedere le formazioni create dal crollo
del soffitto ma anche dal vento. Mentre siamo lì il timoniere della barca ci fa
tante foto e io sento tutta la fragilità e la caducità di questo luogo
(continua a cadere, infatti, polvere e sabbia dall'alto). Dopo circa un'ora
rientriamo alla barca e troviamo il pre-lunch: pane, patate, creme, olive,
spiedini, ci viene offerto vino, ouzo o birra.
Si
riparte per arrivare in poco tempo a Kleftiko. Ci sono molte altre barche ma
non si ha la sensazione di folla opprimente. Anche qui esploreremo il luogo
divisi in due gruppi. Sempre il timoniere ci accompagna nella prima grotta,
quella del dragone. Da qui infatti è possibile sentire il suono della risacca
che sembra davvero il verso in un animale mitico. Ci spostiamo poi in una
grotta dove è possibile scendere, essendoci una spiaggetta di sassolini neri.
Li ci fa giocare con l’acqua per creare delle foto divertenti e infine ci
accompagna nell'ultima grotta. L'azzurro è quasi fosforescente. Ci buttiamo in
acqua un po' alla volta e ci fa altre foto che purtroppo non renderanno visto
la qualità della macchina fotografica utilizzata.
Il
secondo gruppo ci subentra e noi restiamo in acqua vicino alla barca, Sono
presenti tantissimi pesci. L'acqua è davvero profonda e dopo un po' decido di
salire in barca mentre Beppe continua un po' a perlustrare la zona. Una volta
risaliti anche quelli del secondo gruppo si pranza (sono ormai le 16 quasi) con
un piatto di spaghetti al ragù (cucinati bene) e un'insalata.
Riprendiamo
il mare per dirigerci verso Gerontas, spiaggia a sud ovest dell'isola da dove è
possibile fare tuffi. Ultimo bagno per tutti e risaliti in barca ancora frutta
e l'assaggio di mastika, liquore prodotto solo nell'isola di IOS. Molto buono.
Essendoci
parecchio vento vengono aperte le vele e quindi veleggiamo verso Provatas dove
purtroppo finisce il nostro giro. Veniamo accompagnati verso la spiaggia sempre
in gommone e sopra la spiaggia ci aspetta una signora con una piccola macchina
che ci porta ad Adamas.
Riprendiamo
il nostro quad e andiamo a casa. Questa sera mangiamo a casa e non usciamo,
siamo troppo stanchi.
Domenica
02 Luglio
Questa
mattina andiamo a Tsigrado. Arriviamo e il panorama ci piace subito. Lentamente
scendiamo attraverso le rocce usando le scalette presenti. In spiaggia ci sono
poche persone e nel corso delle prime ore ci troveremo in compagnia quasi solo
di italiani. Che dire della spiaggia??? Un sogno... acqua trasparente dalle
mille sfumature, grotte, gallerie, tanti pesci. Vale decisamente la pena
passare qualche ora qui. Noi ci mettiamo verso sinistra oltre le rocce vi è
un'altra piccola insenatura dove c'è stata ombra fino a dopo pranzo. Abbiamo
quindi mangiato con i nostri stuzzichini comprati in panificio e quando il sole
ci ha raggiunto ci siamo spostati a Firiplaka dove però io ho avuto un momento
di difficoltà, troppo caldo. Siamo stati qualche minuto nel minuscolo bar della
spiaggia e ci siamo incamminati oltre alla zona in concessione. Dopo essermi un
po' ripresa, anche grazie alla macedonia che Beppe mi porta dal bar, decidiamo
di camminare un po' sul bagnasciuga. Onestamente non la trovo la più bella
dell'isola anche se naturalmente è sicuramente una spiaggia da vedere. Andiamo
a casa e dopo una doccia usciamo per andare a cena a Mandrakia al ristorante
Medousa, consigliato da due signori veronesi conosciuti a Tsigrado. Dobbiamo
attendere un po' per avere un tavolo. Mangiamo bene, abbondantemente e davanti
ad un bel panorama. Da consigliare.
Lunedì
03 Luglio
Decidiamo
di andare a Kimolos con il traghetto che si prende da Pollonia. Arriviamo per
tempo, in pochi minuti il traghetto ci porta in questa isoletta. Con il quad
andiamo prima a fare un giro a Chorio il paese dell'isola che ci affascina molto,
il caldo però si fa sentire e ci muoviamo velocemente alla scoperta dell'isola.
Ci fermiamo ogni tanto per qualche foto e arriviamo alla splendida PRASSA.
Troviamo riparo vicino ad alcune tamerici e passiamo delle ore di riposo e
nuoto.
Unico
difetto di questa paradisiaca spiaggia anche attrezzata è il bar poco
fornito...non ha frutta e il toast che ordiniamo è praticamente solo pane.
Rientriamo
verso il porto e prendiamo il traghetto verso Pollonia.
Dopo
cena andiamo a Tripiti per una crepes che purtroppo non è buona come quella
mangiata venerdì.
Martedì
04 Luglio
Purtroppo
è arrivato l'ultimo giorno a Milos e non voglio perdere la visita alla spiaggia
di Sulfure Mine, sicuramente suggestiva. Prima di andarci lasciamo i bagagli
nel supermercato del proprietario dell'appartamento che la sera ci riporterà al
porto. La strada per raggiunge la spiaggia è davvero complicata, soprattutto
nell'ultima parte. La vecchia miniera abbandonata ha un fascino particolare e
stupisce vedere tutto quello che è stato lasciato sul luogo. Oggi il vento si è
alzato, il mare è mosso e quindi la spiaggia non sembra avere i colori a cui
siamo abituati. In ogni caso non ci volevamo fermare lì e ci spostiamo, quindi,
nella spiaggi di Deep Blue dove per 6 euro noleggiamo un ombrellone e due
lettini (un po' precari) e restiamo per qualche ora di relax. Purtroppo anche
qui il vento ha alzato le onde e l'acqua non sembra splendida come il primo
giorno.
Dobbiamo
tornare a Trivosalos dove Beppe deve a malincuore salutare il quod e con l'auto
di Christo andiamo al porto. Purtroppo il mare è mosso così la nostra nave
arriva con quasi 40 minuti di ritardo.
Milos
è tutto ciò che si può sognare da un’isola…piccoli borghi dove passeggiare,
buoni ristoranti, splendide spiagge tutte diverse, panorami mozzafiato…salutandola
ho provato un senso di malinconia. Mi mancherà.
Il
viaggio poi si rivela un incubo...io sto male per le quasi 3 ore che ci
mettiamo per arrivare al porto di Santorini dove ci attenderà un signore per
portarci, con la sua piccola auto decapottabile, ad Emporio dove abbiamo
prenotato un appartamento per le nostre ultime due notti di vacanza.
L'appartamento è bello ma purtroppo senza mezzo privato essere ad Emporio si
rivelerà presto una pessima scelta. Sfiniti dopo una doccia andiamo a letto.
Mercoledì
05 Luglio
Usciamo
di casa, dopo colazione, e passeggiamo brevemente per il centro storico di
Emporio, caratteristico. Aspettiamo molto tempo un bus dalla fermata dopo aver
invano cercato un noleggio auto/moto/quad in zona. Arrivati a Fira, noleggiamo
un quad e ci dirigiamo alla spiaggia di Vlychada.
Particolare
per le strane rocce presenti. Spira un vento forte e il mare è molto mosso,
niente bagno. Dopo qualche tempo ci spostiamo per visitare la Red Beach.
Parcheggiamo in pieno caos, qui c’è affollamento totale. Dall’alto la spiaggia
è sicuramente interessante ma stretta e meno bella di quanto mi aspettassi. Ci
fermiamo a mangiare qualcosa ad Akrotiri, da Zafora. Mangiamo tanto e bene anche
se il locale, come altri sull’isola, ha una pulizia approssimativa.
Decidiamo
di andare a vedere la zona di Kamari, dove passeggiamo tra i bagni, alcune
extra lusso, e gli hotel e i negozi. Il luogo ci sembra un misto tra Rimini e
(immaginiamo) Forte dei Marmi. La spiaggia nera ha il suo fascino ma in mezzo a
quella situazione non l’apprezziamo. Ci spostiamo a Perissa da dove, dopo
qualche minuto seduti sulla sabbia, decidiamo di rientrare in appartamento per
prepararci per andare a Oia.
Mi
vesto troppo leggera e in quad sentirò molto freddo per la lunga strada che
porta a Oia.
Parcheggiamo
un po’ fuori gratuitamente e ci facciamo una passeggiata ammirando nuovamente
il panorama che solo da qui si può godere. Proviamo ad avvicinarci al punto più
a ovest dell’isola per vedere il tramonto, ma c’è un vero ammasso di gente e
decidiamo di sederci in un locale trendy e ammirare il sole calare sul mare
dalla sua terrazza. I cocktail costano cifre sproporzionate quindi io opto per
un bicchiere di vino e Beppe per una birra, ordiniamo anche una bruschetta che
in proporzione è regalata visto anche come verrà ben presentata.
Ci
spostiamo poi a cena da Pizza Edwin dopo aver letto le buone recensioni. Il
locale potrebbe migliorare anche se ha un aria semplice e familiare, dunque
piacevole, il servizio è un po’ lento visto che il titolare sia praticamente da
solo nel locale (naturalmente in cucina ci sarà stato certamente qualcuno), la
pizza è accettabile per essere fuori dall’Italia ma non straordinaria.
Riprendiamo
il quad e andiamo a dormire.
Giovedì 06 Luglio
Facendo
due giri con il quad siamo a Fira con i bagagli e attendiamo a il bus per l’aeroporto.
Si
rientra in Italia.
mercoledì 23 agosto 2017
Terza Regione...UMBRIA!
Della regione cuore d'Italia vi ho già parlato in passato descrivendo il mio viaggio post-laurea in solitaria LINK, sono stata poi in altre occasioni a Castiglione del Lago e a Città della Pieve LINK, un bel paese-labirinto. Per la Marcia della Pace ho rivisto 3 volte Assisi, sempre splendida.
E' una regione in cui si respira spiritualità ma anche storia e in cui tutto sembra creato solo per donare serenità.
Io non ho mai nascosto di avere un forte debole per questa piccola e verde regione.
Nel mio viaggio in solitaria avevo anche apprezzato la possibilità di visitarla abbastanza facilmente solo con i mezzi pubblici (treni ferrovie umbre e bus). Non so come sia la situazione ora e se siano ancora così efficienti anche se non frequenti.
Per non parlare delle strutture ricettive, sicuramente ci sarà solo l'imbarazzo della scelta per trovare l'agriturismo o il bed and breackfast più adatto alle proprie esigenze e magari a conduzione familiare e a basso impatto ambientale. I prodotti alimentari locali poi sono famosi in tutta Italia e anche fuori, ragione in più per visitare queste zone.
Purtroppo il sisma che ha colpito il Centro Italia avrà creato non pochi problemi anche a chi lavora con il turismo. Norcia ha sofferto e sta soffrendo per i grandi danni riportati, a Castelluccio fortunatamente sono riusciti a piantare e far crescere le lenticchie. Quello che io non sostengo è il turismo dell’orrore, nei luoghi dei disastri per un amore del macabro e per senso di protagonismo. Sicuramente, invece, recarsi in zona per sostenere il lavoro di chi ce la sta mettendo tutta per risorgere è la risposta giusta ad un evento naturale che si è rivelato così tragico.
E' una regione in cui si respira spiritualità ma anche storia e in cui tutto sembra creato solo per donare serenità.
Io non ho mai nascosto di avere un forte debole per questa piccola e verde regione.
Nel mio viaggio in solitaria avevo anche apprezzato la possibilità di visitarla abbastanza facilmente solo con i mezzi pubblici (treni ferrovie umbre e bus). Non so come sia la situazione ora e se siano ancora così efficienti anche se non frequenti.
Per non parlare delle strutture ricettive, sicuramente ci sarà solo l'imbarazzo della scelta per trovare l'agriturismo o il bed and breackfast più adatto alle proprie esigenze e magari a conduzione familiare e a basso impatto ambientale. I prodotti alimentari locali poi sono famosi in tutta Italia e anche fuori, ragione in più per visitare queste zone.
Purtroppo il sisma che ha colpito il Centro Italia avrà creato non pochi problemi anche a chi lavora con il turismo. Norcia ha sofferto e sta soffrendo per i grandi danni riportati, a Castelluccio fortunatamente sono riusciti a piantare e far crescere le lenticchie. Quello che io non sostengo è il turismo dell’orrore, nei luoghi dei disastri per un amore del macabro e per senso di protagonismo. Sicuramente, invece, recarsi in zona per sostenere il lavoro di chi ce la sta mettendo tutta per risorgere è la risposta giusta ad un evento naturale che si è rivelato così tragico.
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